Il Vietnam è uno dei posti in cui ho mangiato meglio al mondo: dalle bancarelle di street food ai ristoranti più raffinati delle grandi città, il Paese offre una varietà quasi infinita di sapori. La cosa incredibile è che il cibo più buono si trova spesso nei ristoranti di street food più improbabili, nelle bancarelle e nei ristorantini con i tavolini bassi di plastica. Allo stesso tempo, in Vietnam ci sono tantissimi ristoranti segnalati dalla Guida Michelin, spesso a prezzi sorprendentemente accessibili. In questo articolo ti accompagno tra lezioni di cucina e tour di street food per scoprire profumi, ingredienti e piatti da gustare lungo il viaggio.
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I sapori della cucina vietnamita: equilibrio, freschezza e identità
La cucina vietnamita ha un gusto fresco e leggero, grazie all’uso abbondante di erbe aromatiche che accompagnano quasi ogni piatto. Trovi praticamente ovunque coriandolo e menta, affiancati da altre erbe meno conosciute, fondamentali per bilanciare i sapori.
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La ricerca dell’equilibrio è la regola centrale della cucina vietnamita e la rende così riconoscibile. I sapori variano dal Nord al Sud, ma l’obiettivo resta invariato: armonizzare dolce, salato, acido e piccante nello stesso piatto.
Rispetto ad altre cucine del Sud-est asiatico, la cucina vietnamita non è affatto piccante. Fanno eccezione alcune zone del Vietnam centrale, come Hue, dove il peperoncino viene utilizzato in modo più deciso. Nel complesso, però, il gusto resta sempre misurato.
Lo zucchero di canna ha un ruolo importante, perché viene spesso fatto caramellare negli stufati di carne o pesce cotti lentamente con salsa di pesce. A bilanciare la dolcezza intervengono i sapori acidi, fondamentali in moltissime preparazioni.
Ogni ristorante, dal più modesto a quello stellato, accompagna il phở e le zuppe con il lime, servito a parte da spremere sui piatti. Agrumi più aspri come il tamarindo vengono invece utilizzati come base per molte ricette agrodolci.
Il cuore del gusto vietnamita resta però il nước mắm, la salsa di pesce fermentato presente in ogni cucina. Si prepara lasciando fermentare il pesce sotto sale per mesi e ne bastano un paio di cucchiai, spesso abbinati al peperoncino, per donare profondità a zuppe e involtini, come ho imparato da un’amica vietnamita.
Mangiare in Vietnam: street food e ristoranti a confronto
Per noi europei lo street food significa soprattutto mangiare un panino al volo per strada, mentre in Vietnam non si mangia camminando. I vietnamiti mangiano fuori casa, ma sempre seduti, anche quando si tratta di una semplice bancarella. Anche i chioschi più informali hanno sempre i tradizionali tavolini bassi di plastica con sgabelli sulla strada. A noi possono sembrare minuscoli, ma sono molto apprezzati dai vietnamiti.
Gli sgabelli di plastica nascono come risposta urbana, economica e culturale a un modo di mangiare rapido, condiviso e quotidiano. Con il tempo sono diventati uno dei simboli visivi più riconoscibili dello street food vietnamita, tanto quanto una ciotola di phở fumante o una bánh mì appena farcita. L’idea del ristorante con tavoli e sedie più alte esiste soprattutto nei locali turistici o nei ristoranti più eleganti, ma se vuoi mangiare davvero bene devi andare dove mangiano i vietnamiti.
A prima vista, però, non è affatto facile capire quali siano i chioschi di street food e i ristoranti migliori. In Vietnam non si mangia male quasi da nessuna parte, ma ci sono posti che fanno letteralmente danzare le papille gustative. Se non hai amici vietnamiti che viaggiano con te, ti consiglio di partecipare a un tour di street food, come quello a cui ho partecipato a Hanoi durante il viaggio in Vietnam con la mia community Travel Blogger Italiane.
Se lo street food è pensato soprattutto per un pasto rapido e prevede quindi porzioni individuali, nei ristoranti più eleganti succede spesso il contrario. I piatti sono pensati per la condivisione e le porzioni singole talvolta non esistono proprio. Puoi ordinare solo piatti da condividere e, se viaggi in gruppo senza aver creato una cassa comune, all’inizio può sembrare complicato suddividere i conti. Alla fine, però, il cibo è così buono che tutti vogliono assaggiare tutto, si divide alla romana e il problema si risolve da solo.

Street food in Vietnam: cosa mangiare per capire il Paese
Il cibo in Vietnam è una delle cose che ti rimarrà più impressa. Tutto è delizioso e freschissimo, oltre che incredibilmente economico. Per me il Vietnam è uno dei luoghi in cui si mangia meglio al mondo, e il fatto che ogni piatto costi spesso tra 1 e 3 euro lo rende ancora più sorprendente.
Il cibo tradizionale spazia dai noodles di riso in brodo agli stufati di carne accompagnati da riso, fino alle baguette croccanti farcite con salumi e frattaglie, chiaro retaggio dell’epoca coloniale rivisto in chiave vietnamita. Si tratta di una cucina quotidiana, pensata per essere preparata e mangiata ogni giorno.
Pur avendo viaggiato molto in Asia, ti assicuro che è difficile trovare un altro Paese con una varietà così ampia di piatti freschi cucinati quotidianamente. Ogni chiosco e ogni ristorante all’aperto nascondono sapori che puoi trovare solo lì.
Le bancarelle in Vietnam sono aperte da mattina a sera, ma come in tutto il Sud-est asiatico esistono regole non scritte e piatti legati a orari precisi. Se qualcosa ti incuriosisce, conviene fermarti subito, perché potresti non ritrovarlo più nello stesso posto o in un altro momento della giornata, essendo spesso una ricetta specifica di quel venditore.
Accanto al cibo, in Vietnam c’è sempre il tè. Viene offerto appena ti siedi, servito nei ristoranti più semplici e nelle case private. Non è mai protagonista, ma accompagna i pasti e le conversazioni con naturalezza. Il tè vietnamita è leggero, poco aromatico, pensato per dissetare più che per stupire. Bere tè insieme è un gesto quotidiano che parla di ospitalità, di tempo condiviso e di una convivialità silenziosa, che non ha bisogno di cerimonie.
Perché partecipare a un tour di street food in Vietnam
Il modo migliore per gustare più piatti possibili, compresi quelli che non sapresti ordinare da solo, è partecipare a un tour di street food. Il mio gruppo ha gustato tantissimi piatti e birra artigianale, partendo dai ristorantini all’aperto per arrivare ai chioschi conosciuti solo dai locali, seguendo un percorso che difficilmente riusciresti a ricostruire in autonomia.
Grazie alla nostra guida Lan di Travel Sense Asia abbiamo scoperto piatti davvero unici, alcuni impossibili da ordinare se non li conosci. Tra questi i raw noodle, quadratini di pasta di riso ripiegata e fritta, accompagnati da carne e verdure. Un’altra scoperta sono state le steam rice cake, crepes formate da fogli di pasta di riso fresca cotte su un fornelletto lungo la strada, poi ripiegati a involtino e farciti con funghi.
Allo stesso tempo abbiamo imparato a gustare gli involtini primavera freschi, farciti con carne ed erbe aromatiche, come fanno i vietnamiti. Ovvero inzuppandoli nella salsa di pesce con papaya, lime e peperoncini. Per non farci mancare nulla, abbiamo assaggiato anche una classica bánh mì e una birra artigianale bevuta dai vietnamiti, in un locale assolutamente non pensato per i turisti.
L’esperienza del tour di street food è davvero unica e, per quanto mi riguarda, è qualcosa da fare assolutamente durante un viaggio in Vietnam. Ripetendola in diverse città puoi anche scoprire gusti e piatti regionali diversi.

Cooking class in Vietnam: imparare la cucina locale viaggiando
Per imparare a cucinare qualche piatto vietnamita da replicare a casa, il modo più divertente è partecipare a una cooking class. Vengono organizzate da boutique hotel o ristoranti in diverse zone del Vietnam e permettono di capire davvero ingredienti, tecniche e abbinamenti.
Io ho partecipato a una lezione a Cam Thanh, nei dintorni di Hoi An, nel Vietnam centrale, ed è stata un’esperienza molto coinvolgente e divertente. Se non hai amici vietnamiti che ti invitano a pranzo, una cooking class è il modo migliore per avvicinarti alla cucina casalinga e imparare le basi della cucina vietnamita.

I piatti iconici della cucina vietnamita
La cucina vietnamita si scopre piatto dopo piatto, senza una rigida distinzione tra street food e ristorante. Zuppe di noodles fumanti come il phở, riso bianco o spezzato servito con carni e salse, involtini freschi o fritti in carta di riso, baguette farcite come la bánh mì e preparazioni a base di farina di riso cotta al vapore fanno parte della quotidianità.
Ogni ricetta cambia leggermente da una regione all’altra, ma resta fedele a un principio comune: equilibrio dei sapori, ingredienti freschi e preparazioni ripetute ogni giorno, spesso davanti ai tuoi occhi. Mangiare questi piatti nei chioschi e nei ristorantini famigliari con gli sgabelli di plastica è il modo migliore per capire e gustare davvero il Vietnam.
Se hai l’opportunità di mangiare in una casa vietnamita, l’esperienza diventa ancora più significativa. A me è successo sia durante il soggiorno in homestay in Vietnam, sia in un altro viaggio, a casa della famiglia di una mia amica vietnamita.
Sederti a tavola in famiglia significa entrare davvero nella quotidianità del Paese: i piatti vengono portati tutti insieme, messi al centro e condivisi, senza un ordine preciso. La cucina casalinga è semplice, ma curata, fatta di riso, verdure, zuppe e piatti cucinati con attenzione e pensati per stare insieme. In Vietnam il cibo è profondamente legato alla convivialità, ed è proprio in questi momenti che capisci quanto mangiare non sia solo nutrirsi, ma un modo per creare relazione e accoglienza.

Phở: la zuppa di noodles simbolo del Vietnam
Il phở è la tradizionale zuppa vietnamita con noodles di riso e viene mangiato soprattutto al mattino, spesso come colazione. Un buon phở nasce da un brodo preparato con pazienza, fatto sobbollire per ore con ossa di manzo o di pollo, spezie, zenzero e cipolla.
I noodles di riso vengono serviti nel brodo insieme a fettine di carne, sulle quali vengono aggiunte erbe fresche e germogli poco prima di portare la ciotola in tavola. A questo punto non resta che completare il piatto con peperoncino a piacere e una spruzzata di lime.
Io lo adoro e l’ho mangiato più volte a colazione, ogni volta che mi è capitato di trovarlo. Assaggiarlo in una bancarella frequentata da clientela locale, seduta su uno sgabello di plastica basso, ti permette di coglierne l’essenza più autentica, ma anche quello servito a colazione nei boutique hotel merita un assaggio.
Ogni regione ha la propria interpretazione. Nel Nord del Vietnam trovi soprattutto il brodo di manzo, mentre al Sud viene utilizzato più spesso il maiale. Nel Centro l’ho provato anche con fegato e polpette di pesce, motivo per cui vale davvero la pena assaggiarlo ovunque. Ogni phở mantiene comunque un equilibrio di sapori tutto suo.
Un posto in cui assaggiare un phở preparato a regola d’arte è Phở Cuốn Hương Mai, una piccola catena vietnamita con diversi ristoranti a Hanoi. Non aspettarti un franchise in stile europeo: pur avendo vari punti vendita, questa catena mantiene l’aspetto e la cucina del classico ristorante vietnamita. Oltre al phở, qui puoi gustare ottimi involtini di riso e altri piatti tradizionali del Nord del Vietnam.

Il riso nella cucina vietnamita: bianco, fritto e quotidiano
Il riso, spesso arricchito con pollo, pesce o anatra, è un altro piatto fondamentale della cucina vietnamita e lo trovi ovunque, in ogni momento della giornata. Viene servito bianco, spezzato, glutinoso o persino trasformato in una sorta di porridge di riso, adattandosi a contesti e orari diversi.
Di solito rappresenta la base attorno a cui ruotano condimenti, carni, uova ed erbe. Il riso bianco semplice è sempre presente nei pasti familiari e nei ristoranti, accanto a piatti di carne o di pesce in salsa, quasi come il pane in Italia.
Nei ristoranti di street food compare spesso sotto forma di riso fritto, saltato in padella con uova, verdure, carne o gamberi. Si tratta di un piatto pratico, completo e molto diffuso, perfetto per un pasto veloce ma sostanzioso.

Involtini di carta di riso: freschi e fritti
Uno dei piatti più sorprendenti della cucina vietnamita sono gli involtini di carta di riso, chiamati anche involtini primavera spring rolls. Si preparano avvolgendo pesce o carne in fogli di carta di riso ammorbiditi in acqua, insieme a erbe aromatiche e lattuga. Gli involtini, qualsiasi sia il loro ripieno, possono venire anche fritti.
Freschi o fritti, si mangiano sempre dopo averli intinti nella salsa di pesce, arricchita con peperoncino, lime, zucchero o papaya a seconda della zona del Vietnam in cui ti trovi. Proprio come per il phở, anche per gli involtini di carta di riso esistono tantissime varianti regionali, e ogni posto in cui li assaggi propone una versione leggermente diversa. Vale davvero la pena provarli ovunque.
Nel Sud gli involtini vengono spesso farciti con gamberetti, maiale, noodles di riso ed erbe aromatiche come coriandolo e menta, e risultano particolarmente freschi e leggeri. Io li ho mangiati per la prima volta a Ho Chi Minh City, a casa della famiglia di una mia amica vietnamita, farciti con gamberetti e verdure. Durante il tour di street food a Hanoi li ho invece assaggiati con carote e carne di manzo.
Nel sud del Vietnam, gli involtini primavera fritti sono talvolta avvolti da un tipo diverso di carta di riso intrecciata a fili, non in un foglio unico. Qualsiasi sia il tipo di carta di riso o il ripieno scelto, per me gli involtini primavera restano uno dei piatti da provare in ogni tappa del viaggio in Vietnam.

Bánh mì: la baguette francese reinventata in Vietnam
Il pane in Vietnam è un’eredità francese: il termine bánh mì indica le baguette croccanti farcite con carne e verdure. Ogni chiosco segue una tecnica propria, spesso tramandata in famiglia, ed è per questo che trovi bánh mì con pollo, manzo, maiale, pesce e anche versioni vegetariane.
I chioschi di bánh mì sono aperti a tutte le ore, ma non devi immaginarle come semplici panini. L’unicità della bánh mì sta nell’unire la baguette francese, croccante al punto giusto, con sapori tipicamente vietnamiti, tra salse, erbe e ripieni intensi.
Per farti un esempio concreto, durante il tour di street food a Hanoi mi sono fermata da Bánh Mì Như Hoa. Qui ho assaggiato una bánh mì farcita con paté di carne non identificata, verdure e affettati di frattaglie che hanno fatto storcere il naso alle mie compagne di viaggio. La descrizione non rende, ma ti assicuro che era sorprendentemente buona!
Una bánh mì assaggiata a Da Nang invece aveva un gusto molto più europeo, farcita solo con omelette e verdure. Due esperienze diverse che raccontano bene quanto questo panino cambi da città a città, pur restando sempre uno dei simboli più riconoscibili della cucina vietnamita.

Crêpes di riso al vapore: le steam rice cake
Uno dei piatti che mi ha sorpreso di più, scoperto solo grazie al tour di street food a Hanoi, è stata la steam rice cake del chiosco Bánh Cuốn Gia Truyền. Questo piatto è una crêpe di farina di riso cotta al vapore, arrotolata come un involtino e poi servita tagliata in pezzi più piccoli.
Solitamente la puoi trovare farcita con funghi o manzo. Io ho provato la versione solo con funghi, adatta anche a vegetariani e vegani, e mi è piaciuta moltissimo. I pezzi vengono immersi nella salsa di pesce con aceto, aglio, peperoncino e lime un attimo prima di mangiarli, proprio come gli involtini primavera.
La signora che li preparava lavorava su un piccolo fornelletto lungo la strada ed era una vera artista in cucina. Io ne sono rimasta totalmente affascinata: riprodurre una crêpe di riso così sottile e perfetta a casa è praticamente impossibile, a meno di non essere chef esperti o dedicarci molto tempo e tentativi.

Bia hơi: la birra artigianale vietnamita
La bia hơi è la birra artigianale vietnamita, famosa per essere molto leggera e dissetante. Ha una bassa gradazione alcolica ed è tipica soprattutto del Vietnam del Nord. Si tratta di una lager molto semplice, generalmente intorno al 2–3% di alcol, non pastorizzata e consumata entro 24 ore dalla produzione.
Proprio questa caratteristica la rende diversa da qualunque birra industriale. La bia hơi viene prodotta localmente, consegnata ogni mattina ai locali e bevuta nello stesso giorno. I vietnamiti la comprano spesso sfusa e la portano a casa, come fosse una bevanda quotidiana.
Avevo letto della bia hơi sulla Lonely Planet ed ero molto curiosa di provarla, ma tutte le birrerie che avevo visto in giro per il Vietnam sembravano posti pensati per turisti. Non ero quindi sicura di riuscire ad assaggiare la vera birra artigianale vietnamita.
Per fortuna, la nostra guida del tour di street food ci ha portati nel posto giusto. Siamo finiti in un locale che dall’esterno sembrava più un garage o un piccolo negozietto che un posto dove bere birra, nonostante su Google Maps fosse segnalato come Hanoi Draftbeer & Traditional Food.
La birra era nascosta in un fusto dentro un frigorifero, con i bicchieri tenuti nel retro. Ci siamo seduti ai tavolini e solo a quel punto la titolare ha tirato fuori i bicchieri e ha iniziato a spillare. Nel frattempo i clienti abituali arrivavano in motorino, parcheggiavano davanti al locale e si facevano riempire le bottiglie da portare a casa.
L’esperienza è stata unica e molto particolare, e la bia hơi si è rivelata esattamente come immaginavo: freschissima, leggerissima e perfetta da bere seduti su uno sgabello, osservando la vita quotidiana scorrere intorno.

Ristoranti stellati in Vietnam: quando lo street food batte la Michelin
In Vietnam, come in altri Paesi del Sud-est asiatico, trovi ristoranti stellati a prezzi sorprendentemente bassi. Questo dipende soprattutto da fattori economici e culturali: materie prime, affitti e manodopera costano molto meno rispetto all’Europa, e questo permette di mantenere standard elevati con prezzi accessibili.
Tuttavia, devi considerare che in Vietnam la Michelin premia soprattutto la coerenza e il gusto, non l’esperienza complessiva come la intendiamo in Europa. Il riconoscimento riguarda prima di tutto ciò che arriva nel piatto.
In molti ristoranti stellati vietnamiti il servizio non segue lo standard europeo fatto di spiegazioni dettagliate, attenzioni continue e tempi calibrati. L’approccio è più essenziale e funzionale, coerente con una cultura gastronomica in cui il cibo resta il vero protagonista.
La mia esperienza in un ristorante stellato a Hanoi e un’alternativa sorprendente a Ha Long
Tra le esperienze fatte a Hanoi ho provato la cucina stellata del ristorante Tầm Vị, premiato con una stella Michelin e molto popolare sui social per essere considerato uno dei ristoranti stellati più economici al mondo. In questo caso, però, l’esperienza non mi ha entusiasmato, nonostante avessi già provato più volte ristoranti stellati sia in Europa sia in Asia.
Per me il vero livello della cucina vietnamita l’ho trovato per strada, dove il cibo è vivo, con piatti intensi e profumati, serviti con naturalezza e spesso con un sorriso. Lo street food riesce a restituire un’energia e un’autenticità che, in questo contesto, ho percepito meno all’interno di un ristorante formale.
Se invece ti interessa vivere un’esperienza di alto livello nello stile europeo, ma a prezzi vietnamiti, consiglio la cena con spettacolo alla Grotta della Perla Sacra. Pur non avendo una menzione Michelin, qui puoi gustare piatti straordinariamente curati e di ottima qualità, accompagnati da un servizio decisamente superiore alle aspettative.

La cucina regionale vietnamita: nord, centro e sud
La cucina vietnamita è anche uno specchio della geografia e della storia del Paese. La varietà degli ambienti naturali, dagli altipiani alle risaie, dalle montagne alle coste, si riflette direttamente nei piatti e negli ingredienti utilizzati ogni giorno.
A questa ricchezza geografica si aggiunge una lunga storia di contaminazioni. Alcune sono sottili, come l’uso della salsa di soia in alcune preparazioni del Nord, altre più evidenti, come le influenze francesi nelle baguette alla base del bánh mì.
Viaggiando e mangiando, ti accorgi che la cucina non è solo una questione di gusto, ma un modo concreto per capire come il Vietnam abbia assorbito influenze diverse senza mai perdere la propria identità.
La cucina del nord è quella che mostra più chiaramente l’eredità cinese, dovute a secoli di guerre e invasioni. Qui la salsa di soia affianca il nước mắm, l’aceto è preferito al lime e al tamarindo, il peperoncino lascia spazio al pepe nero e le cotture sono spesso più lunghe rispetto a quelle del Sud.
Spostandoti nel Vietnam centrale, la cucina imperiale di Hue ha lasciato un’eredità fatta di piatti delicati, porzioni piccole e grande attenzione alla presentazione. Oltre a un gusto inaspettatamente piccante nelle pietanze servite nei chioschi di street food e nei ristorantini a gestione familiare.
Nel sud del Vietnam il gusto diventa più intenso e generoso, raccontando la storia commerciale della regione del Delta del Mekong, tra ingredienti locali e influenze straniere. Nei mercati trovi pesce freschissimo, verdure a foglia larga e frutta di ogni colore. Dal succo di canna da zucchero passi a bere acqua di cocco direttamente dal frutto coltivato e venduto localmente, mentre le insalate esaltano frutta ed erbe fresche in una cucina conviviale, pensata per essere condivisa.

Perché la cucina vietnamita racconta il Paese meglio di qualsiasi itinerario
La cucina vietnamita è stata per me uno dei motivi principali per tornare in Vietnam, più ancora dei luoghi iconici o degli itinerari classici. Mangiare diventa un gesto quotidiano che ti mette in contatto diretto con il Paese, che tu sia seduto su uno sgabello di plastica o a un tavolo apparecchiato con cura.
Ogni piatto racconta abitudini, stagioni, influenze e gesti ripetuti da generazioni, e ti permette di capire il Paese dall’interno, senza filtri. Viaggiando e mangiando ti accorgi che la cucina è una delle chiavi più immediate per leggere la storia e l‘identità del Vietnam, molto più di qualsiasi guida.
Se anche per te il viaggio in Vietnam passa soprattutto dal cibo, lascia un commento e raccontami quali piatti vorresti provare, cosa ne pensi di street food e ristoranti stellati e se faresti anche tu un viaggio all’insegna del gusto.

2 commenti
Io sono rimasta estasiata dalla gustosità dei piatti vietnamiti, e sopratutto dal fatto di consumarli in strada con il rumore assillante del traffico a fare da sottofondo! Un’esperienza strepitosa che mi piacerebbe replicare al più presto… sento già la
Mancanza del Vietnam e della sua gastronomia ..
Pure io! Ci tornerei domani per tornare a gustare tutti quei piatti meravigliosi che abbiamo provato ❤︎