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Cosa vedere a Hanoi: guida completa a musei e attrazioni per organizzare la visita

di Paola
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Hanoi, la capitale del Vietnam, è molto diversa da Ho Chi Minh City fin dai primi passi. A prima vista appare incredibilmente sobria per essere una metropoli asiatica e la prima cosa che percepisci è una presenza politica costante, fatta di simboli, memoria e architetture che raccontano il Paese moderno. Avventurandoti nelle vie del centro scopri poi una città che alterna ordine e caos, nascondendo luoghi di culto millenari e chioschi di street food, in un’affascinante realtà che oscilla continuamente tra quotidianità e narrazione ufficiale.

Indice dei contenuti

Prime impressioni su Hanoi, tra Quartiere Vecchio e Quartiere Francese

Hanoi è il cuore storico e politico del Vietnam. Pur ospitando templi confuciani e pagode buddhiste, non è conosciuta tanto per le dinastie imperiali quanto per il ruolo centrale che ha avuto nella costruzione dello Stato moderno. La prima cosa che noti sono infatti gli edifici governativi, il mausoleo di Ho Chi Minh e altri luoghi legati alla nascita del Vietnam contemporaneo, affiancati da architetture coloniali francesi.

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Il centro storico esiste, ma è quasi nascosto da tutta questa imponenza. La città come la vedi oggi è infatti l’unione di due aree ben distinte. Il Quartiere Vecchio, che i francesi chiamavano Cité Indigène, è compatto, denso e vitale, mentre il Quartiere Francese è fatto di viali ampi, laghi e ville coloniali, costruite in origine per funzionari e rappresentanti del governo.

Questi edifici monumentali non sono scomparsi con la fine del colonialismo, ma hanno semplicemente cambiato funzione. Molti sono oggi sedi istituzionali o abitazioni per funzionari di partito, con una piccola parte riconvertita in ristoranti e caffè.

Un aspetto che mi ha colpita è la presenza politica costante e visibile nello spazio pubblico. Quasi ovunque compaiono bandiere nazionali e decorazioni urbane con falce e martello, non relegate a pochi luoghi simbolici ma parte integrante del paesaggio urbano quotidiano.

Rispetto a Ho Chi Minh City, chiamata Saigon prima dell’indipendenza, Hanoi restituisce una sensazione diversa. La presenza di grandi viali, aree verdi e specchi d’acqua contribuisce a un ritmo urbano più lento e ordinato, che rende la capitale meno frenetica e più raccolta.

Ti accorgi subito che la città è realmente vissuta dai suoi abitanti anche nelle zone turistiche. Luoghi come il Tempio della Letteratura o il mausoleo di Ho Chi Minh sono frequentati soprattutto dai vietnamiti, tra omaggi allo Zio Ho e fotografie in áo dài, mentre i visitatori stranieri si mescolano alla folla con un leggero senso di spaesamento che difficilmente proverai altrove in Vietnam.

Paola Bertoni davanti a un edificio del governo a Hanoi, Vietnam
Foto davanti a un edificio del governo a Hanoi, Vietnam

Quartiere Vecchio di Hanoi: cosa vedere nel cuore storico della città

Il cuore storico di Hanoi coincide con il Quartiere Vecchio, talvolta chiamato Quartiere Antico delle 36 Strade in alcune guide. In questa zona la struttura urbana medievale è ancora visibile, con vie specializzate in un singolo tipo di merce. Se conosci la lingua vietnamita ti accorgi subito che il nome delle strade fa riferimento a una specifica categoria merceologica. Ogni via porta il nome dell’antica corporazione artigiana che la abitava e produceva specifici oggetti e prodotti.

Oggi il Quartiere Vecchio è quasi totalmente occupato da negozi di souvenir e caffè, come spesso succede nelle zone più turistiche. Alcune vie mantengono ancora il loro aspetto originario, e vale la pena dedicare almeno mezza giornata per esplorare il quartiere a piedi. Pho Hang Quat, con candelieri rossi, bandiere e oggetti sacri, ed Hang Gai, elegante e ricca di sete, ricami, lacche, marionette sull’acqua e áo dài, raccontano meglio di altre la storia commerciale e artigiana del quartiere.

Un’altra curiosità del Quartiere Vecchio sono le cosiddette case a galleria, chiamate nhà ống o tube house. Nate per aggirare le tasse calcolate sulla larghezza degli edifici, hanno facciate strettissime e ambienti interni lunghi e profondi. Puoi trovare edifici simili anche a Ho Chi Minh City (Saigon), dove le case strette e alte affiancate fianco a fianco sono molto diffuse, con il piano terra utilizzato come negozio e i piani superiori come abitazione.

Complesso di Ho Chi Minh: cosa vedere e cosa puoi saltare

Il Complesso di Ho Chi Minh rappresenta uno dei siti più significativi di Hanoi dal punto di vista storico e politico, pensato per celebrare Ho Chi Minh come figura fondativa dello Stato e riferimento permanente per l’identità nazionale.

Situato in una vasta area pedonale, il complesso racchiude aree verdi, monumenti, un imponente memoriale, una pagoda storica, edifici coloniali francesi oggi utilizzati per funzioni governative e la casa su palafitta dove Ho Chi Minh visse per alcuni anni.

Per molti vietnamiti il Complesso di Ho Chi Minh è uno spazio profondamente sentito, tanto che per accedervi è necessario affrontare almeno un’ora di coda. Personalmente sono rimasta affascinata dal vedere numerose scolaresche in divisa e famiglie in abito tradizionale attendere ordinatamente il proprio turno.

Durante la mia prima visita in Vietnam avevo visitato interamente il Complesso di Ho Chi Minh perché le code non erano così lunghe come oggi. Durante il mio ultimo viaggio, la guida mi ha confermato che attualmente l’interno è visitato da pochissimi turisti occidentali perché quasi nessuno è disposto a fare code così lunghe.

Come nel migliore stile comunista, non esiste nessun biglietto saltafila, solo gli ospiti VIP invitati ufficialmente dal governo possono oltrepassare la coda per rendere omaggio alla figura di Ho Chi Minh. Anche nel viaggio delle Travel Blogger Italiane in Vietnam, ci siamo limitate a osservare il complesso dall’esterno per non togliere tempo alle altre visite guidate in programma.

In ogni caso, già dall’esterno puoi percepire come la narrazione ufficiale della vita semplice e sobria di Ho Chi Minh si contrappone in modo evidente al complesso monumentale, ampio e solenne. Nonostante Ho Chi Minh avesse espresso il desiderio di essere cremato dopo la sua morte, il governo vietnamita scelse di conservarne ed esporne il corpo imbalsamato in un mausoleo dedicato, come simbolo per le generazioni future, ispirandosi ai grandi mausolei di epoca socialista.

Probabilmente l’aspetto più interessante della visita, visto da uno sguardo occidentale, è osservare i vietnamiti di ogni età rendere omaggio alla figura di Ho Chi Minh, in un’atmosfera ordinata e raccolta, in netto contrasto con il caos che caratterizza molte altre zone della città.

Paola Bertoni davanti al Complesso di Ho Chi Minh a Hanoi, Vietnam
Selfie davanti al Complesso di Ho Chi Minh a Hanoi, Vietnam

Chi era Ho Chi Minh: storia, mito e identità nazionale

Ho Chi Minh, chiamato affettuosamente zio Ho dai vietnamiti (zio è un appellativo di referenza nella lingua vietnamita), è considerato il padre del Vietnam moderno. Fondò la Repubblica Democratica del Vietnam nel 1945 e la guidò come presidente fino alla sua morte nel 1969.

Puoi leggere la biografia ufficiale di Ho Chi Minh su Wikipedia, ma per comprendere la venerazione che i vietnamiti hanno per il loro padre della patria, ti consiglio di visitare il complesso con una guida. Ti illuminerà sugli aspetti della sua vita più interessanti dal punto di vista vietnamita, gli stessi che ti riporto di seguito.

Innanzitutto Ho Chi Minh non è il suo vero nome, ma solo lo pseudonimo più noto di Nguyễn Sinh Cung. Nel corso della sua vita utilizzò oltre duecento pseudonimi, per sfuggire ai tentativi francesi di catturarlo a causa della sua attività rivoluzionaria.

Nato nel 1890, in pieno periodo coloniale, dopo aver studiato francese a Saigon nel 1911 si imbarcò su una nave diretta in Francia, con l’idea di studiare all’università. Non venne accettato per le sue idee rivoluzionarie, e rimase quindi in Europa lavorando in fabbriche, caffè e ristoranti per mantenersi.

Durante questi anni migliorò la conoscenza di diverse lingue, tra cui francese, cinese e giapponese. Viaggiò e visse in molti Paesi, tra cui Russia e Cina, e anche in regioni montuose abitate da minoranze etniche. Nel 1941 tornò ad Hanoi e nel 1945 dichiarò l’indipendenza del Vietnam dalla Francia. Tuttavia il Paese rimase separato, con il Nord indipendente e il Sud ancora formalmente governato dalla Francia e occupato dagli Stati Uniti.

Ho Chi Minh morì nel 1969 e non vide la fine della guerra né il Vietnam riunificato. La sua figura continuò però a ispirare la popolazione a resistere contro l’invasione, restando un riferimento morale e politico centrale per l’identità del Paese.

Mausoleo di Ho Chi Minh: visita, regole e significato simbolico

Il Mausoleo di Ho Chi Minh è uno dei luoghi più solenni di Hanoi, dove riposa il corpo imbalsamato di Ho Chi Minh. L’edificio in marmo, una sorta di tempio laico decorato da colonne, rientra nella tradizione dei mausolei monumentali inaugurata con Lenin e Stalin.

Già dall’esterno percepisci un’atmosfera rigida e quasi militare. Le regole sono numerose e vanno rispettate scrupolosamente, dall’abbigliamento modesto al divieto di fotografare o parlare. All’interno del Mausoleo il silenzio è assoluto e la visita segue rituali molto precisi. Guardie disposte a intervalli regolari scandiscono uno spazio fortemente controllato, mentre il corpo è esposto in un sarcofago di vetro.

La maggior parte dei visitatori è vietnamita e osservare il loro atteggiamento reverente fa parte dell’esperienza. Ti renderai subito conto che Ho Chi Minh in Vietnam viene quasi venerato come un santo. Con un po’ di fortuna puoi assistere anche al cambio della guardia all’esterno, uno dei momenti più scenografici dell’intero complesso, come era capitato a me durante la prima visita a Hanoi.

Devo ammettere che, pur tendendo a evitare attrazioni di tipo “mortuario”, dalle mummie dell’antico Egitto alle reliquie cattoliche, un po’ di curiosità ce l’avevo. Probabilmente per un vietnamita non è così strano, ma per un occidentale il Mausoleo di Ho Chi Minh rappresenta una commistione affascinante tra sacro e laico, in un contesto surreale di bandiere rosse con falce e martello.

In ogni caso non ho mai avuto l’opportunità di porgere i miei omaggi allo zio Ho. Durante la mia prima visita a Hanoi il Mausoleo non era aperto al pubblico, mentre nel viaggio con il gruppo delle Travel Blogger Italiane non siamo proprio entrate nel complesso a causa della coda lunghissima. Onestamente non credo che ci riproverò: non ho una motivazione sufficiente per affrontare ore di attesa solo per vedere la salma di Ho Chi Minh.

Cambio della guardia al Mausoleo di Ho Chi Minh a Hanoi, Vietnam
Cambio della guardia al Mausoleo di Ho Chi Minh a Hanoi, Vietnam

Museo di Ho Chi Minh: cosa aspettarti dalla visita

Accanto al Mausoleo si trova il Museo di Ho Chi Minh, un imponente edificio in cemento in stile sovietico, decorato con un imponente bassorilievo di falce e martello sopra l’ingresso. Il museo è stato voluto dal popolo vietnamita come segno di gratitudine verso Ho Chi Minh e come dichiarazione di adesione ai valori che ha incarnato.

La prima pietra fu posata nel 1985 e l’inaugurazione avvenne nel 1990, nel centenario della sua nascita. L’esposizione è organizzata in tre sezioni principali, dedicate alla vita e all’opera rivoluzionaria di Ho Chi Minh, alla storia del Vietnam nel suo periodo e al contesto internazionale che ha influenzato la rivoluzione.

Avevo visitato il Museo di Ho Chi Minh durante il mio primo viaggio in Vietnam, ma non mi aveva particolarmente colpita. L’impostazione è infatti volutamente celebrativa come quella del Museo di Stalin a Gori, in Georgia. Rimane comunque interessante per osservare il punto di vista vietnamita sulla propria storia e sulla figura di Ho Chi Minh, più che per il valore museografico in senso stretto.

Facciata del Museo di Ho Chi Minh a Hanoi
Facciata del Museo di Ho Chi Minh a Hanoi

Palazzo Presidenziale di Hanoi: architettura coloniale e potere politico

Il Palazzo Presidenziale di Hanoi ha un aspetto elegante, in netto contrasto con l’austerità del vicino mausoleo. Costruito nel 1906 come residenza del governatore generale dell’Indocina, è un edificio coloniale francese circondato da giardini curati e spazi ariosi.

Non è visitabile all’interno, perché oggi viene utilizzato solo per ricevimenti ufficiali, ma l’esterno racconta bene l’eredità architettonica del periodo coloniale. In alcune occasioni potresti non riuscire nemmeno ad avvicinarti per scattare fotografie, perché durante le funzioni di governo l’area viene circondata da un cordone di polizia.

Casa su Palafitta di Ho Chi Minh: semplicità, simbolo e narrazione ufficiale

La Casa su Palafitta di Ho Chi Minh, da lui utilizzata tra il 1958 e il 1969, si trova dietro il mausoleo ed è un’abitazione in legno ispirata alle case tradizionali della campagna vietnamita. La visita vuole trasmettere l’immagine di un leader vicino al popolo, volutamente lontano dai simboli del potere, così come Ho Chi Minh sembrava essere nella realtà.

L’aspetto curioso è che, nonostante i pesanti bombardamenti subiti da Hanoi, la casa su palafitta viene presentata come rimasta intatta durante la guerra. In realtà Ho Chi Minh, nei periodi più intensi del conflitto, si spostava spesso e si rifugiava nelle campagne, e non risiedeva stabilmente in questo edificio. La narrazione ufficiale del complesso tende però a enfatizzare la continuità e il valore simbolico del luogo, lasciando spazio a diversi livelli di lettura tra storia, memoria e rappresentazione.

Casa su Palafitta di Ho Chi Minh a Hanoi
Casa su Palafitta di Ho Chi Minh a Hanoi

Pagoda a Pilastro Unico: storia e simbolismo di uno dei luoghi iconici di Hanoi

All’interno del complesso di Ho Chi Minh puoi vedere anche la Pagoda a Pilastro Unico, chiamata anche Pagoda su Una Sola Colonna a seconda di come viene tradotto il nome, situata tra il mausoleo e il Museo di Ho Chi Minh. Uno dei simboli più riconoscibili di Hanoi, colpisce per la sua semplicità carica di significato.

La struttura emerge da uno stagno ed è sostenuta da un unico pilastro, a rappresentare un fiore di loto, simbolo di purezza e rinascita. Non si tratta di una visita particolarmente imperdibile, anche perché il pilastro attuale è in banalissimo cemento, ma la storia resta interessante.

Conosciuta come Chua Mot Cot, fu costruita nel 1049 per volere dell’imperatore Ly Thai Tong, dopo un sogno profetico legato alla nascita di un erede. Distrutta dai francesi nel 1954, venne successivamente ricostruita, mantenendo la forma simbolica che la rende ancora oggi uno dei luoghi più fotografati del complesso.

Pagoda su una sola colonna a Hanoi, Vietnam
Pagoda su una sola colonna a Hanoi, Vietnam

Templi e pagode di Hanoi: luoghi di culto e spiritualità nella vita quotidiana

La dimensione spirituale di Hanoi è complessa e stratificata, e non coincide con un’unica religione o pratica. Templi confuciani, pagode buddhiste e luoghi legati a leggende popolari convivono nello stesso spazio urbano, riflettendo un sincretismo tipico del Vietnam.

Le pagode sono legate al buddhismo e funzionano come luoghi di culto attivo, frequentati quotidianamente per preghiere, offerte e rituali. I templi, invece, hanno spesso una funzione più culturale e simbolica e sono dedicati a Confucio, a figure storiche o a eroi nazionali.

In molti casi non si tratta di spazi di culto nel senso stretto, ma di luoghi che raccontano valori, memoria e identità, spesso utilizzati quasi esclusivamente come set fotografici, come ho scoperto con non poco stupore.

Tempio della Letteratura: la prima università del Vietnam

Il Tempio della Letteratura è uno dei luoghi culturali più importanti di Hanoi, tanto da essere raffigurato anche sulla banconota da 100.000 VND. Rappresenta da secoli il valore attribuito allo studio nella società vietnamita.

Banconota da 100.000 VND che raffigura una pagoda del Tempio della Letteratura di Hanoi
Banconota da 100.000 VND che raffigura una pagoda del Tempio della Letteratura di Hanoi

Fondato nel 1070 dall’imperatore Ly Thanh Tong e consacrato a Confucio, nel 1076 divenne la sede della prima università del Paese. Per secoli fu il centro del sistema educativo e amministrativo vietnamita, basato sulla filosofia confuciana e sul rispetto dell’autorità e dell’ordine sociale.

Inizialmente l’accesso all’università era riservato ai figli della famiglia reale e dei mandarini, per poi aprirsi progressivamente ad altri studenti selezionati tramite un complesso sistema di esami locali, provinciali e imperiali. Chi superava tutte le prove studiava qui da tre a sette anni, per poi diventare funzionario e amministratore nelle diverse regioni del Paese.

L’attività dell’università cessò nel 1802, quando la capitale venne spostata nel Vietnam centrale e Hanoi perse temporaneamente il suo ruolo politico. Le stele in pietra con i nomi degli studiosi più meritevoli ricordano che il sapere è sempre stato considerato una forma di virtù civile, oltre che uno strumento di accesso al potere.

Dopo il 1945, con la proclamazione dell’indipendenza da parte di Ho Chi Minh, la capitale tornò a Hanoi, mentre il Tempio rimase come simbolo della tradizione educativa del Paese. Oggi molti studenti vietnamiti vengono qui per pregare prima di un esame importante. Confesso che mi sono unita anche io, per trovare il coraggio di affrontare prima o poi l’esame di teoria per la licenza di volo. Non so se funzioni davvero, ma di certo male non fa.

La visita al Tempio della Letteratura si sviluppa attraverso una sequenza di cortili, padiglioni e giardini che in teoria dovrebbero invitare alla calma e alla concentrazione. Oggi il tempio è affollato per lo più da ragazze in abito tradizionale impegnate in servizi fotografici, oltre a scolaresche e squadre sportive scolastiche che vengono qui per scattare foto di gruppo in divisa.

L’esperienza di visita non è stata contemplativa e spirituale come la immaginavo, ma mi ha permesso di osservare da vicino la passione vietnamita per le foto in posa. Nonostante il diverso concetto di privacy, questo non significa che si possa fotografare chiunque, e prima di ritrarre le persone presenti in questo articolo ho sempre chiesto alla guida di domandare il loro permesso.

Ragazze vietnamite si fanno fotografare in abito tradizionale al Tempio della Letteratura di Hanoi
Ragazze vietnamite si fanno fotografare in abito tradizionale al Tempio della Letteratura di Hanoi

Pagoda di Tran Quoc: la più antica pagoda di Hanoi sul Lago dell’Ovest

Affacciata sul Lago dell’Ovest, la Pagoda di Tran Quoc è considerata la più antica pagoda della città. Rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere la dimensione spirituale di Hanoi, anche grazie alla sua posizione su una piccola penisola affacciata sull’acqua.

Dal punto di vista architettonico, Tran Quoc si distingue per la torre stupa rossa a più livelli, costruita nel XIX secolo e oggi elemento iconico del complesso. Attorno alla pagoda si trovano altri piccoli stupa, che fungono da monumenti funebri per i monaci defunti.

Camminando tra i cortili, percepisci una spiritualità quotidiana fatta di gesti semplici, offerte e silenzi. Mi sono ritrovata ad accendere incensi e a girare intorno all’albero sacro dei buddhisti, seguendo gli stessi rituali dei residenti, ma anche a scattare selfie tra gli stupa come le ragazze in áo dài perché è così che i vietnamiti vivono i loro luoghi di culto.

Paola Bertoni alla Pagoda di Tran Quoc a Hanoi, Vietnam
Foto di me alla Pagoda di Tran Quoc a Hanoi, Vietnam

Lago della Spada Restituita Hoan Kiem e Tempio di Ngoc Son: leggenda, culto e vita quotidiana

Il Lago Hoan Kiem, conosciuto come Lago della Spada Restituita, è legato a una delle leggende più importanti del Vietnam. Secondo la tradizione, a metà del XV secolo gli dèi avrebbero donato all’imperatore Le Thai To una spada magica per scacciare gli invasori cinesi. Terminata la guerra, una gigantesca tartaruga d’oro sarebbe emersa dalle acque per riprendere la spada e sarebbe scomparsa nel lago, restituendola al mondo divino.

Il Tempio di Ngoc Son, che ricorda questa leggenda, sorge su un isolotto del Lago Hoan Kiem al quale si accede attraversando un ponte rosso in legno che divide lo spazio urbano da quello rituale.

All’interno, il tempio è dedicato a più figure e divinità. Tra questi il generale Tran Hung Dao, eroe nazionale per la resistenza contro le invasioni mongole, divinità taoiste e simboli confuciani. Questa convivenza di figure diverse racconta bene la religiosità vietnamita, che non è mai esclusiva ma inclusiva, capace di tenere insieme culto degli antenati, filosofia e devozione popolare.

Anche qui mi sono ritrovata ad accendere incensi e a farmi trascinare dal flusso di vietnamiti in visita, tra ragazze intente a farsi fotografare in abito tradizionale e famiglie in gita. La guida ci ha però spiegato che quello visitabile non è il tempio originale, che si trova su un’altra isoletta all’estremità settentrionale del lago e non è accessibile al pubblico.

Paola Bertoni al Tempio di Ngoc Son a Hanoi, Vietnam
Selfie al Tempio di Ngoc Son a Hanoi, Vietnam

Musei di Hanoi: cosa vale davvero la pena visitare

Se sei appassionato di musei come me, ti sconsiglio di partire subito con entusiasmo alla ricerca dei musei da non perdere a Hanoi. Innanzitutto i musei in Vietnam sono generalmente un po’ vecchio stile. Hanno pochissime installazioni interattive o, peggio, didascalie poco chiare in inglese o francese.

Alcuni musei meno conosciuti o meno frequentati dai turisti non hanno nemmeno un sito Internet, né in vietnamita né in inglese. Inoltre, le informazioni presenti sulle guide turistiche non sono sempre aggiornate o corrette. Per esempio, diversi musei presenti sulla mia guida Lonely Planet hanno cambiato nome o non esistevano più.

Un grosso problema nel cercare musei e luoghi meno turistici in Vietnam riguarda proprio i nomi. I nomi vietnamiti vengono spesso tradotti prima in inglese e poi in italiano, e le versioni non coincidono sempre. Il Museo della Storia Militare del Vietnam, per esempio, può comparire come Museo dell’Esercito o Museo delle Forze Armate, rendendo difficile individuare il posto giusto su Google Maps.

Inoltre, come puoi notare dopo aver visitato il mausoleo di Ho Chi Minh, molti musei hanno un tono estremamente celebrativo e di parte. Questa scelta può risultare quasi surreale per noi viaggiatori occidentali, abituati a un diverso approccio museale.

Al di là di queste difficoltà, però, per quanto mi riguarda visitare musei meno turistici e uscire dalle rotte più battute regala sempre soddisfazioni, permettendo una comprensione più profonda del Paese che stai visitando.

Museo Nazionale delle Belle Arti del Vietnam: arte e identità culturale

Il Museo di Belle Arti di Hanoi è ospitato nei due edifici dell’ex Ministero Francese dell’Informazione, un edificio coloniale di tre piani. Gli spazi espositivi raccolgono opere d’arte vietnamita di diversi periodi storici, affiancate da alcune esposizioni multimediali.

All’interno puoi vedere tessuti, ceramiche e arredi tradizionali, oltre a sculture in legno laccato. Il percorso permette di leggere l’evoluzione artistica del Paese, dalle forme più tradizionali alle influenze successive.

Il museo dedica spazio anche all’arte contemporanea ed è un buon punto di partenza se cerchi opere e libri legati alla cultura vietnamita. Una visita utile per contestualizzare l’arte vietnamita al di là dei grandi musei storici.

Vietnam National Fine Arts Museum
Bảo tàng Mỹ thuật Việt Nam
66 P. Nguyễn Thái Học, Điện Biên, Ba Đình, Hà Nội, Vietnam

Museo dell’Aeronautica Militare e della Difesa Aerea di Hanoi: aerei, missili e guerra dall’alto

L’Air Force and Air Defence Museum è un museo dedicato all’aeronautica militare del Vietnam. La collezione comprende oltre 3.000 reperti, tra fotografie, documenti e oggetti originali che ripercorrono il ruolo dell’Aeronautica e della Difesa Aerea durante le due guerre d’Indocina.

All’esterno sono esposti 73 grandi reperti, tra cui cannoni antiaerei, radar, missili e velivoli. Tra gli oggetti più apprezzati dai visitatori vietnamiti c’è il sedile di un elicottero Mi-4 utilizzato da Ho Chi Minh durante i suoi viaggi ufficiali.

Per quanto possa darti un’idea del punto di vista tecnologico e militare delle guerre, attenzione a non confonderlo con il Museo della Storia Militare del Vietnam, che si trova in un’altra zona della città. I nomi simili possono trarre in inganno, soprattutto quando cerchi le destinazioni su Google Maps.

Air Force and Air Defense Museum
Bảo tàng Phòng không – Không quân

173C Đ. Trường Chinh, Khương Mai, Thanh Xuân, Hà Nội, Vietnam

Museo della Storia Militare del Vietnam: propaganda, memoria e conflitti

Il Museo della Storia Militare del Vietnam, spesso indicato nelle guide in italiano come Museo dell’Esercito, è un museo diverso dall’Air Force and Air Defence Museum. Qui il focus è più ampio e riguarda la storia militare del Vietnam nel suo insieme, non solo le forze aeree.

Puoi riconoscerlo facilmente per le numerose armi esposte all’esterno. All’interno trovi armamenti sovietici e cinesi, ma anche armi francesi e americane requisite durante i conflitti. Per non sbagliarti, ti conviene prenotare il tour di Hanoi con il Museo di Storia Militare su GetYourGuide così non hai il problema di come arrivarci perché il transfer è incluso.

Tra i reperti più evidenti spiccano un MiG-21 sovietico e un F-111 americano. Il percorso include anche plastici che ricostruiscono battaglie chiave, come Dien Bien Phu e la conquista di Saigon, che hanno portato alla liberazione del Vietnam.

Vietnam Military History Museum
Bảo tàng Lịch sử Quân sự Việt Nam
Km6+500, CT03, Xuân Phương, Hà Nội, Vietnam

Prigione di Hoa Lo (Hanoi Hilton): storia controversa e memoria della guerra

Questo museo è ciò che resta dell’ex Prigione di Hoa Lo, ironicamente soprannominata “Hanoi Hilton” dai prigionieri di guerra americani durante la guerra del Vietnam. Il sito racconta una pagina complessa e controversa della storia recente, vista attraverso una narrazione orientata dal punto di vista vietnamita.

Tra coloro che vi furono imprigionati ci fu Pete Peterson, che dopo la guerra divenne il primo ambasciatore degli Stati Uniti in Vietnam dal 1997. Un altro nome noto è quello di John McCain, che trascorse oltre cinque anni qui come prigioniero di guerra prima di intraprendere una lunga carriera politica negli Stati Uniti.

A McCain è dedicato anche un monumento sulle rive del lago Truc Bach, ad Hanoi, nel punto in cui precipitò dopo che il suo aereo venne abbattuto. Un dettaglio che collega luoghi diversi della città a una stessa memoria storica.

Hỏa Lò Prison
Di tích Nhà tù Hỏa Lò

1 P. Hoả Lò, Trần Hưng Đạo, Hoàn Kiếm, Hà Nội, Vietnam

Museo delle Donne del Vietnam: il Paese raccontato attraverso le donne

Il Museo delle Donne del Vietnam racconta la storia del Vietnam dalla prospettiva femminile. Esplora come i sacrifici e i contributi spesso silenziosi delle donne vietnamite abbiano modellato la società, nel passato e continuino a farlo nel presente.

Il tributo alle donne soldato è affiancato da una sezione dedicata al movimento femminile internazionale contro la guerra del Vietnam. Sono esposti anche abiti tradizionali delle minoranze etniche, insieme a tessuti e cesti. Oggetti che raccontano identità, lavoro e vita quotidiana, offrendo uno sguardo più ampio e concreto sul ruolo delle donne nella società vietnamita.

Vietnamese Women’s Museum
Bảo tàng Phụ nữ Việt Nam

36 P. Lý Thường Kiệt, Trần Hưng Đạo, Hoàn Kiếm, Hà Nội, Vietnam

Hanoi: consigli pratici per evitare turistate

Come tutte le città asiatiche, anche Hanoi richiede spirito di adattamento, soprattutto se è il tuo primo viaggio in Vietnam. Tra traffico caotico, regole non scritte e differenze culturali possono sorprenderti o metterti in difficoltà. Di seguito trovi consigli pratici e osservazioni nate dalla mia esperienza diretta, utili per evitare le classiche turistate, muoverti con più consapevolezza e vivere la città in modo più autentico, senza stress inutili.

Visitare Hanoi da soli o con guida: pro e contro

Per il suo essere così stratificata su più livelli, Hanoi richiede tempo, osservazione e ascolto per essere compresa. La scelta tra visita guidata e autonomia dipende soprattutto dal tempo e dal budget che hai a disposizione, oltre che dal tipo di esperienza che stai cercando.

Nel mio caso ho sperimentato entrambe le modalità. La prima volta ho visitato la città in autonomia con amici vietnamiti, mentre nel secondo viaggio l’ho scoperta con una visita guidata organizzata dal tour operator locale Travel Sense Asia durante il viaggio delle Travel Blogger Italiane in Vietnam.

Visitare Hanoi in modo indipendente è assolutamente fattibile, soprattutto se alloggi nel centro storico. Le distanze non sono enormi e molte attrazioni si raggiungono a piedi o con Grab, l’app che in Asia sostituisce i taxi. Muovendoti da solo puoi fermarti quando vuoi, visitare solo i musei che ti interessano e osservare la vita quotidiana seguendo il tuo ritmo.

Rimane però il problema del traffico, che rende gli spostamenti più lunghi di quanto sembrino sulla mappa. A piedi va messa in conto anche la difficoltà di attraversare la strada, con motorini ovunque e una città che, soprattutto all’inizio, può risultare caotica e poco intuitiva da leggere.

Scegliendo una visita guidata, invece, puoi contare anche su un minivan con autista. Questo permette di ottimizzare molto i tempi, riuscendo a vedere in una sola giornata luoghi che da soli richiederebbero due o tre giorni, proprio a causa del traffico e della difficoltà di orientarsi.

La visita guidata resta la scelta più efficace anche per comprendere meglio la storia politica del Vietnam, il ruolo di Ho Chi Minh e il significato simbolico di molti luoghi. Le guide locali aiutano a dare un contesto all’enorme complesso monumentale dedicato a Ho Chi Minh e alla città nel suo insieme. Per esempio, solo grazie alla guida ho potuto notare il monumento dedicato a John McCain, che altrimenti sarebbe passato inosservato.

Paola Bertoni alla Pagoda di Tran Quoc a Hanoi, Vietnam
Selfie alla Pagoda di Tran Quoc a Hanoi, Vietnam

Giro in risciò nel Quartiere Vecchio di Hanoi: esperienza da fare o da evitare

Nel Quartiere Vecchio puoi fare un giro in risciò. Questa esperienza era compresa nel pacchetto del viaggio con le Travel Blogger Italiane, e all’inizio eravamo entusiaste perché sulla carta sembrava molto divertente.

In Vietnam però i risciò sono biciclette con un sedile davanti, non risciò motorizzati come in Malesia. Ci siamo quindi trovate tutte piuttosto spiazzate quando lo abbiamo scoperto. Personalmente mi sono sentita molto a disagio, perché si è aperto per me un problema etico legato al lavoro e allo sfruttamento.

Essere trasportata su un risciò a pedali da una persona dell’età di mio padre mi ha imbarazzato. Respirare smog nelle strade trafficate dai motorini non è stata un’esperienza piacevole. Te lo segnalo perché, per quanto mi riguarda, non è un’attività che rifarei.

Risciò nel Quartiere Vecchio di Hanoi, Vietnam
Risciò nel Quartiere Vecchio di Hanoi, Vietnam

Train Street di Hanoi: realtà, divieti e mito da social

Come Bangkok ha il suo Maeklong Railway Market, anche Hanoi ha la sua Train Street. In realtà in città esistono due diverse Train Street, spesso confuse tra loro, ma situate in zone differenti e con caratteristiche ben precise.

La Train Street più famosa e fotografata si trova vicino alla stazione centrale, tra Le Duan Street e i vicoli adiacenti, e attraversa un quartiere residenziale densissimo. Qui il treno passa a pochi centimetri dalle case, dai tavolini e dalle porte di casa.

Attualmente la Train Street è ufficialmente interdetta dalle autorità locali per motivi di sicurezza, e non è possibile visitarla con una guida autorizzata, nonostante online continuino a circolare pacchetti tour che la includono nel programma. Nella pratica, però, continuano a esserci ristoranti turistici direttamente sui binari, che offrono piatti strafritti e instant noodles a prezzi più alti rispetto alle vie limitrofe.

Come molte attrazioni nate sui social, personalmente la trovo sopravvalutata. Vederla dal vivo è curioso, ma bar e ristoranti servono solo aperitivi e cibo mediocre, puntando tutto sull’effetto del treno che passa a pochi centimetri dalle gambe dei clienti.

La Train Street di Phung Hung è più spaziosa e aperta, ma anche qui trovi quasi esclusivamente bar per turisti. Dal punto di vista storico, entrambe sono il risultato della pianificazione ferroviaria di epoca coloniale francese, quando la linea venne tracciata senza prevedere l’espansione urbana successiva. Col tempo, le case sono cresciute attorno ai binari, rendendo la ferrovia parte della vita quotidiana.

Per vedere passare il treno, il consiglio è di cenare nella zona di Phung Hung Street e poi raggiungere la ferrovia con una passeggiata di 5–10 minuti. I treni passano più volte al giorno, con orari che cambiano stagionalmente. Per conoscerli basta chiedere in qualsiasi hotel del centro, mentre i bar lungo i binari li affiggono aggiornati all’ingresso.

Train Street di Hanoi, Vietnam
Train Street di Hanoi, Vietnam

Marionette sull’acqua ad Hanoi: tradizione, spettacolo e biglietti

Lo spettacolo di marionette sull’acqua è una delle esperienze culturali più interessanti da vivere a Hanoi. Pur essendo spesso proposto come intrattenimento per turisti, la tradizione popolare è ancora molto viva. Se ti incuriosisce, ti consiglio di prenotare in anticipo i biglietti per lo spettacolo dell’Hanoi Water Puppet perché il teatro è sempre pieno e i biglietti si esauriscono in fretta.

Questa forma d’arte, nata nelle risaie del Vietnam del Nord, ha oltre mille anni e utilizza l’acqua come palcoscenico naturale. I burattinai, nascosti dietro un paravento di bambù e immersi nell’acqua, manovrano figure di legno che possono arrivare a cinquanta centimetri e pesare fino a quindici chili. Vederle camminare sull’acqua, apparire e scomparire nel buio della sala o lanciare fuochi d’artificio è davvero sorprendente.

La musica dal vivo è parte integrante della narrazione. Flauti, gong, tamburi e il monocorde dan bau accompagnano scene di vita rurale e leggende popolari. Tra pescatori in lotta con pesci giganteschi, draghi sputafuoco e giovani che cavalcano bufali, lo spettacolo resta leggero, divertente e poetico, adatto ad adulti e bambini.

Come spostarti a Hanoi: a piedi, Grab e traffico

Per muoverti a Hanoi in autonomia devi innanzitutto accettare che il traffico caotico fa parte del paesaggio urbano. Una volta che riesci ad attraversare la strada da solo, puoi iniziare ad avventurarti senza troppi problemi nel centro storico, tra pagode e monumenti.

I locali si spostano principalmente in motorino, opzione che ti sconsiglio a causa del traffico intenso e poco prevedibile. Durante il tour guidato, invece, avevamo un van a disposizione e ci siamo spostate anche a piedi e in risciò.

A piedi esplori facilmente il Quartiere Vecchio e la zona del lago Hoan Kiem. Per distanze più lunghe puoi usare app come Grab, economiche e affidabili, che rappresentano la soluzione più pratica per muoverti in città senza stress.

Dove mangiare a Hanoi: street food, ristoranti locali e stellati Michelin

Hanoi è uno dei luoghi migliori del Vietnam per assaggiare la cucina tradizionale vietnamita. Street food e piccoli ristoranti locali offrono piatti iconici come la zuppa di phở, il bún chả con spaghetti di riso e baguette farcite bánh mì. Le porzioni non costano mai più di due o tre euro, spesso anche meno.

Mangiare dove mangiano i locali, anche in posti molto semplici, resta spesso la scelta migliore per qualità e autenticità. Durante il mio primo viaggio in Vietnam mi sono sempre fatta guidare dalla mia compagna di viaggio vietnamita, e non me ne sono mai pentita.

In viaggio con le colleghe blogger, invece, ho partecipato a un fantastico tour di street food. Abbiamo assaggiato involtini primavera freschi con carne e verdure da intingere nella salsa di pesce, noodle con carne, verdure e fritti, panini bánh mì, e involtini bánh cuốn al vapore, preparati in piccoli chioschi a gestione familiare.

Tra i ristoranti da provare in zona centrale ti segnalo Viet Rice Essence, molto elegante e incredibilmente economico per gli standard occidentali. Hanoi ospita inoltre molti ristoranti stellati Michelin, dove puoi mangiare spendendo solo € 10-20. Noi abbiamo cenato al ristorante Tầm Vị, famoso sui social media per essere uno dei ristoranti stellati più economici al mondo. Il cibo era buono, ma non aspettarti gli standard di servizio dei ristoranti stellati europei.

Raw noodles (frittelle di noodles servite con verdure e carne) e salse al ristorante Phở Cuốn Hương Mai, Hanoi
Raw noodles (frittelle di noodles servite con verdure e carne) e salse al ristorante Phở Cuốn Hương Mai, Hanoi

Dove dormire a Hanoi e hotel consigliato

Soggiornare nel Quartiere Vecchio o nei dintorni del lago Hoan Kiem ti permette di muoverti facilmente e vivere la città a piedi. Nel mio primo viaggio ho dormito a casa degli zii della mia amica vietnamita, un’esperienza bellissima per vedere come le case in Vietnam vengono arredate in modo diverso rispetto all’Italia. Se ti piacerebbe vivere un’esperienza simile, puoi scegliere di soggiornare in homestay in Vietnam.

In viaggio con le Travel Blogger Italiane abbiamo invece dormito al Bespoke Boutique Hotel. Le camere sono piccole ma l’hotel è davvero curato, con area spa per massaggi e manicure gratuita per gli ospiti. Non abbiamo potuto approfittarne perché siamo arrivate in Vietnam tutte con la manicure appena fatta, ma te lo segnalo perché è un servizio bellissimo offerto agli ospiti.

La vera sorpresa però è stata la colazione, una delle migliori mai provate. Oltre alle omelette e alle uova strapazzate preparate sul momento, il buffet era ricchissimo e includeva zuppe, riso, contorni e freschissimi sushi e involtini vietnamiti.

Un altro dettaglio che ha reso il soggiorno speciale è stato il personale. Siamo state coccolate da un cameriere fantastico che, oltre a lavorare con grande attenzione durante il servizio colazioni, studiava inglese e cinese per diventare guida, contribuendo in modo spontaneo e genuino a rendere la nostra esperienza ancora più piacevole.

Hanoi è una città complessa, stratificata e a tratti spiazzante, che richiede tempo e curiosità per essere compresa davvero. Condividi nei commenti le tue impressioni su Hanoi e cosa vorresti visitare in viaggio in Vietnam.

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