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Dormire in homestay in Vietnam: guida completa all’esperienza autentica

di Paola
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Dormire in un’homestay in Vietnam ha significato per me entrare nella vita quotidiana delle persone. Mi sono allontanata dalle comodità e dagli standard occidentali a cui siamo abituati e non è stata un’esperienza confortevole. Non assomiglia per nulla all’idea romantica di ospitalità dei cataloghi turistici. Durante i miei soggiorni mi sono trovata a condividere spazi, ritmi lenti e abitudini lontanissime dalle mie. Soggiornare in homestay in Vietnam non riguarda solo il posto in cui scegli di dormire. Significa vivere per un giorno la normalità di chi ti apre la propria casa, come puoi scoprire leggendo questo articolo.

Dove dormire in un homestay autentico in Vietnam: dal Nord al Delta del Mekong

In Vietnam, gli homestay più autentici si nascondono nelle aree rurali, lontano dai grandi centri turistici. In questi piccoli villaggi abitati da generazioni, le case non sono pensate per accogliere visitatori. Qui la vita segue ancora i ritmi della natura e del lavoro agricolo.

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Nel nord del Paese puoi soggiornare in homestay soprattutto sulle montagne intorno a Sapa e Hoang Su Phi. Tuttavia, se Sapa è ormai parte del turismo organizzato, a Hoang Su Phi ho incontrato pochissimi viaggiatori occidentali. Inoltre, per raggiungere i villaggi montani come Giang Ha, ho dovuto camminare a lungo sui sentieri che si arrampicavano tra risaie terrazzate.

Nel sud del Vietnam, nel Delta del Mekong, le abitazioni rurali sorgono lungo i canali. Qui le case sono immerse tra acqua e frutteti. Sebbene l’idea di homestay in Vietnam sia nata proprio in questa zona, l’esperienza rimane profondamente autentica. La vita della famiglia non si ferma per l’ospite. Tutto continua a scorrere seguendo il ritmo lento del fiume.

La fatica per raggiungere le zone più isolate viene ripagata da un’accoglienza lontana dalle logiche commerciali. Pur avendo vissuto l’esperienza da turista, mi sono accorta che per le famiglie del Vietnam rurale la condivisione è semplicemente parte della vita. Quello che ti offrono non è un pacchetto turistico, ma uno scorcio reale e senza filtri sulla loro quotidianità. Proprio questo che rende questa esperienza così unica e attraente.

Paola Bertoni con foglio di carta di riso a Tan Phong, Vietnam
Selfie con un foglio di carta di riso che ho provato a fare a Tan Phong, sul delta del Mekong, Vietnam

Cosa significa davvero soggiornare in un homestay in Vietnam

In Vietnam il termine homestay non indica solo una categoria di alloggio, ma descrive un modo differente di abitare lo spazio. Spesso però gli alloggi chiamati “homestay” che puoi trovare online sono in realtà situati vicino alle cittadine più grandi o lungo i percorsi più battuti. Queste strutture offrono maggiore comfort e spazi privati, ma non rappresentano affatto la vera realtà delle case rurali vietnamite.

Per me le esperienze più forti restano quelle difficili da raggiungere, dove l’avventura inizia ancora prima di arrivare alla meta e la connessione con il luogo è totale. Dormire in un vero homestay significa inserirti in una casa organizzata esclusivamente per chi la vive ogni giorno, dove nulla viene modificato per venire incontro alle tue esigenze. In queste realtà non ho trovato un servizio su misura, ma una famiglia che portava avanti la propria routine quotidiana.

Adattarmi a orari, ritmi di riposo e gestione degli spazi che seguono abitudini consolidate da generazioni è stata un’esperienza unica e spiazzante allo stesso tempo. Nonostante sia abituata a viaggiare in Paesi con lingue e abitudini differenti, inizialmente mi sono sentita davvero spaesata di fronte a una diversità così profonda.

Accettare la mancanza dei comfort moderni è stata una sfida impegnativa, soprattutto nei primi momenti. Nel Vietnam rurale, la casa è un ambiente essenziale, con pavimenti in battuto di cemento e nessuna distinzione tra cucina e zona notte. La mia idea di privacy è svanita quasi subito, lasciando spazio a una condivisione totale degli spazi che noi europei facciamo fatica anche solo a immaginare.

Scegliere questo tipo di ospitalità mi ha costretta a rinunciare al controllo totale sulla mia giornata, ma è stata anche la chiave che ha trasformato il mio viaggio da semplice percorso turistico a esperienza autentica e profonda. Vivere secondo regole non mie mi ha regalato una visione del Vietnam che non avrei mai potuto trovare in un albergo tradizionale.

Cucina casalinga per la cena in homestay nelle montagne di Hong Su Phi, Vietnam
Cucina casalinga per la cena in homestay nelle montagne di Hong Su Phi, Vietnam

Come sono le case rurali in Vietnam: dimentica gli standard degli hotel

Gli homestay che ho visto in Vietnam sono abitazioni rurali essenziali, molto distanti dall’idea di hotel o resort, perché nascono per accoglierti senza snaturare lo stile di vita locale. Nonostante sia sempre compresa la colazione, il paragone tra homestay e bed and breakfast finisce qua. Scegliere di dormire in un’abitazione rurale significa accettare di vivere esattamente come le famiglie del posto.

Dimenticati subito le comodità di una qualsiasi sistemazione economica in Europa. In homestay in Vietnam, ti potrebbe capitare di dormire su un letto di legno tradizionale, in una stanza con zanzariere e ventilatori al posto dell’aria condizionata, o persino per terra su una stuoia su un sottile materassino. In molte case di montagna, come quella dove ho dormito a Giang Ha, lo spazio per la notte è un unico stanzone comune dove l’unica privacy è fornita da una tenda leggera.

Proprio per questo, il primo impatto con l’homestay può risultare faticoso se non ti prepari a questa avventura con lo spirito giusto. Tuttavia, l’essenzialità dello stile di vita è proprio quello che mi ha lasciato il senso più autentico del mio viaggio in Vietnam.

Interno dell'homestay di Giang Ha, nel nord del Vietnam
Interno dell’homestay di Giang Ha, nel nord del Vietnam

Dormire in una casa di campagna in Vietnam: lo shock del primo impatto

Durante il mio primo viaggio in Vietnam, tra le varie tappe avevo dormito nella vecchia casa della famiglia di una mia amica, in un villaggio nel centro del Paese completamente privo di illuminazione notturna. Quell’esperienza era stata davvero insolita, perché mi ero ritrovata a condividere lo spazio per la notte in una grande stanza comune con tutte le persone, amici e parenti, con cui viaggiavo.

In Vietnam il concetto di spazio personale si trova anni luce lontano dal nostro: le case sono luoghi condivisi con estrema naturalezza da più famiglie e generazioni. Quello che al primo impatto può sembrare spiazzante si rivela poi una forma di ospitalità fantastica. I vietnamiti aprono le porte di casa propria a sconosciuti in un modo quasi inimmaginabile per noi europei. Nonostante il disagio iniziale, questa generosità silenziosa mi ha colpita profondamente ed è stato uno dei ricordi più intensi del viaggio.

Homestay nel nord del Vietnam: l’esperienza estrema tra i Dao Rossi

In viaggio con le Travel Blogger Italiane, sono stata ospite di una famiglia a Giang Ha, un villaggio montano totalmente isolato e abitato dalla minoranza dei Dao Rossi. Siamo arrivate alla casa dove avremmo passato la notte dopo un trekking decisamente faticoso.

Ci siamo trovate davanti a una struttura incredibilmente spartana, quasi difficile da definire “casa” secondo i nostri standard occidentali. L’abitazione era composta da un grande stanzone con il pavimento in battuto di cemento, un bagno esterno e un soppalco di legno coperto da stuoie dove abbiamo dormito noi.

Nelle abitazioni rurali vietnamite non esiste la suddivisione in stanze a cui siamo abituati in Europa, perché tutto ruota attorno a un unico grande spazio comune. L’angolo dedicato alla cucina, spesso un fornello al centro della stanza, rappresenta il cuore pulsante dell’ambiente, mentre i letti sono generalmente disposti lungo i lati della stanza.

Senza riscaldamento, televisione o internet, con una “camera da letto” che era un semplice materassino sottile posato in terra, mi sono ritrovata completamente isolata dal mondo. Eppure, osservare come ciò che per noi sembra inconcepibile rappresenti per altri la normalità è stata una grande lezione di vita. In quel silenzio così profondo ho toccato con mano tutta l’accoglienza e l’ospitalità che si possono trovare dall’altra parte del mondo.

La camerata dove abbiamo dormito a Giang Ha, Vietnam, nella casa di una famiglia appartenente alla minoranza dei Dao Rossi
Particolare della camerata dove abbiamo dormito a Giang Ha, Vietnam, nella casa di una famiglia appartenente alla minoranza dei Dao Rossi

Guida pratica: consigli per il tuo soggiorno in famiglia in Vietnam

In un homestay condividi gli spazi, i pasti e talvolta anche le attività quotidiane con la famiglia ospitante. L’esperienza è davvero unica perché ti permette di scoprire uno stile di vita con il quale non potresti mai entrare in contatto seguendo un classico itinerario turistico. In pratica, assisti alla preparazione dei pasti sul fuoco vivo in casa, vedi come si coltiva il riso o come si allevano gli animali domestici.

Avendo già vissuto un soggiorno in famiglia a Ho Chi Minh City anni prima, sapevo che tutta la vita familiare vietnamita ruota intorno ai pasti. In homestay capisci veramente il legame profondo tra cucina vietnamita e ospitalità, osservando l’intera famiglia cucinare per gli ospiti con ingredienti locali e stagionali.

Tuttavia, oltre al fascino di questa condivisione, devi mettere in conto anche alcune difficoltà. L’isolamento dei luoghi e lo shock culturale si fanno sentire, per cui è bene prepararti con consapevolezza a un soggiorno in famiglia in Vietnam.

Come raggiungere gli homestay delle minoranze etniche nel Nord

Se scegli di soggiornare in homestay tra le minoranze etniche del nord del Vietnam, l’unico modo per arrivare ai villaggi è camminare per ore lungo i sentieri di montagna. Devo ammettere che nessuno del mio gruppo era minimamente preparato ed è stato molto faticoso arrivarci. Un trekking nel nord del Vietnam è molto più difficile di quello che immagini pensando a una semplice passeggiata tra le risaie.

I villaggi sono davvero isolati da tutto. I locali percorrono i ripidi sentieri in motorino, mentre i bambini camminano per più di un’ora per raggiungere la scuola. Proprio per questo prendere il diploma delle elementari è motivo di grande orgoglio per le famiglie, che li espongono incorniciati con cura sulle pareti di casa.

Paola Bertoni durante il trekking a Hoang Su Phi, nel nord del Vietnam
Trekking a Hoang Su Phi, nel nord del Vietnam

Superare la barriera linguistica con le minoranze locali

Nelle montagne del Vietnam, il soggiorno in homestay ti porta veramente in un altro mondo. Il nord del Paese è conosciuto soprattutto per le minoranze etniche come i Dao Rossi, gli H’mong, i Tay e i Nung. Se l’incontro è intenso proprio per le diverse abitudini dovute all’isolamento dei luoghi, devi considerare anche la barriera della lingua, che non è solo il vietnamita.

Per arrivare a Giang Ha, oltre alla nostra guida vietnamita, avevamo assunto una guida locale che non parlava neanche una parola di inglese, ma conosceva i dialetti del posto e tutti i sentieri di montagna. Solo grazie a lui abbiamo scoperto che la signora che ci ha ospitato per pranzo, nelle montagne intorno a Hoang Su Phi, cuce e ricama personalmente gli abiti tradizionali che fa indossare ai visitatori e, su richiesta, vende anche ai turisti.

Dietro a ogni casa e a ogni famiglia c’è una storia che andrebbe approfondita e puoi farlo solo con un mediatore come una guida locale. Senza qualcuno che parli la lingua locale, ti fermeresti solo alla superficie di un mondo ricchissimo di tradizioni e racconti. Vale per i dialetti delle minoranze del nord del Vietnam, così come per il vietnamita negli homestay del delta del Mekong.

Paola Bertoni con abiti tradizionali a Hoang Su Phi, nel nord del Vietnam
Selfie in abiti tradizionali a Hoang Su Phi, nel nord del Vietnam

Cosa portare per un soggiorno in homestay: la lista essenziale

Il soggiorno in homestay avviene in case private e, anche se è quasi sicuro che troverai sapone, asciugamani e coperte, dovrai portare con te alcune cose che solitamente trovi in hotel. Per il soggiorno a Giang Ha con le Travel Blogger Italiane, la guida ci aveva suggerito di portare shampoo, balsamo e dentifricio, che non erano presenti in casa. Quello che ti lascia spiazzato è che spesso non troverai neanche lontanamente i comfort a cui sei abituato.

Per dirti il nostro spaesamento una volta arrivate, una delle ragazze del gruppo aveva portato la piastra per i capelli, in un posto in cui a malapena avremmo potuto caricare il cellulare. Vista la nostra esperienza, ti dico subito che dovrai prepararti a una sistemazione così spartana che quello che ti servirà davvero, e che noi non avevamo, è un sacco lenzuolo da mettere in mezzo alle coperte e un asciugamano in microfibra, vista l’umidità della zona. Ti consiglio anche di portare una tuta per dormire invece del pigiama e una lampada frontale, in modo da essere più comodo per uscire e andare al bagno esterno di notte, oltre a una power bank.

Considera anche che nelle zone rurali dovrai trasportare tutto in uno zaino. Se il tuo soggiorno in homestay comprende un trekking, sono solitamente previsti anche dei portatori. Anche questo caso dovrai avere comunque un bagaglio molto leggero perché gli zaini del gruppo vengono caricati tutti insieme su un motorino. Non portare nulla di fragile e riduci il bagaglio al minimo.

Viaggiare con i bambini in Vietnam: l’esperienza formativa dell’homestay

Durante il mio soggiorno a Giang Ha ero in viaggio con altre blogger, ma questa esperienza sarebbe piaciuta moltissimo anche a mio figlio. Quando ha visto le foto, mi ha subito chiesto quando saremmo andati insieme. Non essendo ancora assuefatti ai comfort del nostro stile di vita, i bambini possono apprezzarla ancora di più.

Personalmente penso che viaggiare con bambini in un homestay rurale possa rivelarsi sorprendentemente educativo. Gli spazi aperti, il contatto diretto con la natura e l’osservazione della vita quotidiana stimolano curiosità e rispetto verso culture diverse. Anche la cucina vietnamita, semplice e genuina, si presta molto bene ai gusti dei più piccoli, rendendo l’esperienza ancora più adatta a un viaggio in famiglia.

Prezzi e prenotazioni: come organizzare un homestay autentico

Gli homestay sono un alloggio economico, con prezzi da € 10 a € 25 a notte a persona, a seconda della zona e dei servizi inclusi. Quasi sempre nel prezzo sono compresi anche i pasti perché i villaggi sono così isolati che non è proprio possibile mangiare altrove.

Considera però che gli homestay che trovi online e puoi prenotare in autonomia sono quasi sempre dei B&B e non vere case di famiglia come quelle delle zone più rurali. L’esperienza unica che ho vissuto a Giang Ha è stata possibile solo grazie alla mediazione del tour operator locale Travel Sense Asia.

Le famiglie ospitanti che si occupano di fornire pasti e alloggio ai turisti, così come le guide locali per i trekking, sono persone coinvolte in questo progetto dal Panhou Retreat della vicina Hoang Su Phi. Questa struttura ecosostenibile lavora in stretta collaborazione con le minoranze locali per promuovere un’economia sostenibile della zona. Per quanto riguarda gli homestay, affidarti a una seria agenzia locale è fondamentale per prenotare un’esperienza autentica e non la versione edulcorata per turisti.

Strada di campagna a Cai Lay, sul delta del Mekong, Vietnam
Strada di campagna a Cai Lay, sul delta del Mekong, Vietnam

Conclusioni: l’homestay come scelta di viaggio consapevole

Scegliere un homestay nelle montagne o nelle campagne vietnamite significa avvicinarsi a un’idea di viaggio più lenta e consapevole. Questa sistemazione permette di allontanarti dai percorsi più battuti, entrare in contatto con le persone del posto e vivere il viaggio in modo più consapevole, creando ricordi che restano davvero nel tempo.

Soggiornare in homestay inoltre sostiene le economie locali e valorizza forme di ospitalità rispettose dell’ambiente e della cultura del luogo, trasformando il viaggio in un vero scambio umano, lontano dai grandi flussi turistici. Se hai vissuto un’esperienza simile o stai pensando di dormire in un homestay durante un viaggio in Vietnam, condividi nei commenti il tuo punto di vista e le tue riflessioni.

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