Nonostante la parola interactive nel nome, l’Interactive Science Knowledgestore di Szeged non è un centro scientifico dove puoi toccare e sperimentare, ma un piccolo museo universitario ricco di oggetti curiosi usati un tempo per l’insegnamento accademico. La sensazione è quella di entrare in una capsula del tempo. Sono proprio i barattoli con animali conservati, gli esemplari tassidermizzati e le curiosità inaspettate a renderlo così interessante. Sorprendentemente, persino mio figlio ne è rimasto affascinato, anche senza installazioni interattive, quindi ti consiglio di dargli una possibilità nel tuo viaggio a Szeged.
Indice dei contenuti
Cosa aspettarti dall’Interactive Science Knowledgestore di Szeged
Ti anticipo subito che nell’Interactive Science Knowledgestore non troverai schermi, pulsanti ed esperimenti digitali, nonostante il nome pomposo e la fama di Szeged come città della scienza.
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Anche il nome in inglese può trarre in inganno. Una traduzione più fedele dall’ungherese Interaktív Természetismereti Tudástár sarebbe Interactive Natural Science Knowledge Base, ovvero Base di Conoscenza Interattiva delle Scienze Naturali, e orienterebbe verso aspettative diverse.
Anche le descrizioni online spesso aumentano la confusione. Google Maps, per esempio, lo segnala in modo fantasioso come museo per bambini, definizione poco adatta a questo mondo accademico silenzioso, dove la scienza viene conservata più che messa in scena.
Solo una stanza del museo consente davvero di usare gli oggetti, mentre il resto della collezione invita a osservare invece di sperimentare. L’Interactive Science Knowledgestore è interamente ospitato in un piano dell’Università di Szeged, in condivisione con le aule universitarie. La visita inizia da un corridoio con armadi in legno e oggetti da un altro secolo.
Il percorso rimane comunque molto interessante e si concentra sulla storia naturale e sugli strumenti scientifici del passato. Gli oggetti esposti erano tutti materiali didattici universitari e offrono uno sguardo autentico su come si studiava e si insegnava la scienza un tempo.

Perché l’Interactive Science Knowledgestore di Szeged merita una visita (anche se non è interattivo davvero)
Compreso che di interattivo nel senso moderno del termine non c’è nulla, ciò che rende speciale l’Interactive Science Knowledgestore di Szeged è il contesto. Gli ambienti sono arredati con mobili originali del XIX secolo e danno l’impressione di fare un salto indietro nel tempo. Lo stile del museo può ricordarti il Museo della Frutta o il Museo di Anatomia Umana di Torino. La sensazione di muoverti all’interno di una collezione sopravvissuta per lo studio e non pensata per il turismo è la stessa.
Qui non trovi un museo che cerca di stupirti con la tecnologia. L’effetto sorpresa nasce piuttosto dall’autenticità. Se ami i luoghi insoliti e gli angoli nascosti di una città, questo piccolo museo universitario potrebbe affascinarti più di un centro scientifico moderno e perfettamente allestito.
Cosa vedere all’Interactive Science Knowledgestore di Szeged
All’interno dell’Interactive Science Knowledgestore ogni sala ti accompagna in un aspetto diverso dell’apprendimento scientifico. Passi dalle vecchie aule universitarie a scaffali pieni di reperti catalogati con grande precisione, fino a uno spazio sorprendente occupato da fiori in gesso che sembrano usciti più da una galleria d’arte che da un’università.
Il percorso non segue una logica museale rigida, e proprio questo ne costituisce il fascino. Non stai attraversando un’esposizione patinata, ma esplorando il modo in cui il sapere veniva conservato, studiato e trasmesso. L’ultima sala invita a sperimentare con strumenti semplici e oggetti fisici, mostrando come la scienza vivesse un tempo oltre i libri di testo e gli schermi.

Aule universitarie storiche a Szeged: entrare in una lezione scientifica dell’Ottocento
Alcune sale dell’Interactive Science Knowledgestore sono vere aule universitarie. Appena entri, la sensazione è quella di essere stato catapultato direttamente nel XIX secolo. Banchi in legno, piani di lavoro verdi e alti armadi colmi di oggetti scientifici creano un’atmosfera che sembra davvero rimasta intatta nel tempo.
Lungo le pareti si susseguono vetrine in vetro piene di reperti naturali utilizzati un tempo per la didattica. Sopra, cartelloni botanici e zoologici scoloriti sono ancora al loro posto. Nulla, qui dentro, restituisce un’impressione di modernità.
Un’altra sala sembra uscita da un film in costume. Si tratta di un’aula con panche in legno e una cattedra con accanto un lavandino. Mi sono immaginata lezioni di anatomia con barattoli, strumenti e campioni esposti nel museo.
La cosa più incredibile è che non si tratta di una ricostruzione pensata per i visitatori. Durante la nostra visita, uno studente era seduto all’interno in attesa dell’inizio di una lezione. Queste aule sono allo stesso tempo parte del museo e della Facoltà di Scienze Naturali dell’Università di Szeged.

Animali conservati e tassidermia a Szeged: tra anatomia e archivi scientifici
Questa è probabilmente la parte più strana dell’Interactive Science Knowledgestore. L’esperienza risulta insolita e, in alcuni punti, anche un po’ disturbante. Sugli scaffali si allineano barattoli pieni di vermi, sanguisughe e lunghi parassiti. All’inizio la sensazione può essere di disagio, ma subentra presto una curiosità difficile da ignorare, soprattutto se non hai mai visto una sanguisuga dal vivo.
Accanto compaiono scheletri di serpenti conservati in alcool. Ogni osso, ogni curva della colonna vertebrale e ogni dettaglio normalmente nascosto sotto pelle e squame diventa visibile. Io e mio figlio ci siamo sentiti affascinati e leggermente disgustati allo stesso tempo.
Le vetrine dedicate alla tassidermia mantengono la stessa atmosfera inquietante. Questa sezione potrebbe non essere adatta se hai paura degli uccelli. Decine di esemplari osservano da dietro il vetro, immobili in pose estremamente realistiche. Insetti e ragni sono fissati con precisione, classificati con cura e disposti in modo quasi ossessivo.
Questi ambienti ricordano più un antico archivio scientifico che un museo tradizionale. L’esperienza è decisamente particolare, ma permette di comprendere cosa significasse studiare scienze naturali all’università in un passato non troppo remoto.

Fiori in gesso e modelli di frutta: la botanica in tre dimensioni a Szeged
Nella sala dell’Interactive Science Knowledgestore dedicata a piante e frutti, l’atmosfera cambia completamente. Ti ritrovi all’improvviso in un mondo quasi surreale. Nelle vetrine sono esposti enormi fiori in gesso, ingranditi ben oltre le dimensioni naturali.
Le piante riprodotte non cercano di sembrare realistiche. Appaiono come sculture moderne, forti, audaci e inaspettate, ma erano nate come oggetti didattici. Rappresentano piante che puoi vedere anche all’Orto Botanico di Szeged, ma le forme sono volutamente esagerate e le strutture messe in mostra.
Ogni curva è stata progettata per essere studiata, non per essere ammirata come un fiore da giardino. Alcuni modelli ricordano più strane creature marine che piante. Altri sembrano installazioni astratte da galleria contemporanea.
I modelli di frutta seguono una logica diversa: i frutti vengono riprodotti in modo realistico. Puoi notare grande attenzione a colori, dimensioni e superfici. Mele, pere e altri frutti risultano immediatamente riconoscibili. Rimangono però in secondo piano, messi in ombra dalla presenza scenografica dei fiori.
Nel loro insieme, fiori e frutta mostrano due approcci molto diversi all’apprendimento. Uno esaspera le forme per rivelarne la struttura. L’altro punta sulla fedeltà per allenare l’osservazione. Entrambi ricordano che la scienza, un tempo, si basava soprattutto sull’osservazione e non sulla ricerca in laboratorio.

La sala interattiva dell’Interactive Science Knowledgestore: quando la scienza si tocca davvero
L’ultima sala è l’unico spazio dove puoi davvero toccare qualcosa. Anche qui non aspettarti un’area interattiva moderna con tablet e sensori. L’interazione avviene in modo decisamente all’antica. Usi le mani, gli occhi e la curiosità. Forse proprio per questo mio figlio l’ha adorata e si è spostato da un oggetto all’altro con entusiasmo autentico, anche se tutto appare semplice e low-tech.
La parte più divertente è la lampada UV che rivela i dettagli nascosti dei passaporti. Sotto la luce puoi vedere comparire dettagli nascosti dal nulla. Persino l’acqua tonica non è immune ai raggi ultravioletti e messa vicino cambia colore. Se hai una manicure effettuata con smalto semipermanente, è impressionante vedere evidenziata ogni singola pennellata sulle unghie.
In questa sala trovi diversi oggetti che inducono a sperimentare. Una centrifuga ti aiuta a capire come funziona il movimento. Un monocordo ti permette di scoprire come la lunghezza della corda influisce sul suono. Uno zootropio, come quelli esposti al Museo del Cinema a Torino mostra come venivano mosse le immagini prima dell’avvento del cinema. La macchina di Wimshurst permette di generare elettricità statica grazie a dischi rotanti e scintille crepitanti.
Nel corridoio sono esposti altri oggetti curiosi, senza un ordine preciso. A mio figlio sono piaciuti molto il modello di trebbiatrice e un vecchissimo trattore giocattolo in metallo. A me invece ha colpito moltissimo la bicicletta motorizzata. Costruita in Ungheria tra gli anni Cinquanta e Ottanta, funziona grazie a un piccolo serbatoio sul portapacchi posteriore e a un minuscolo motore esterno che muove la ruota. A quanto pare era piuttosto diffusa nell’Europa orientale.

Informazioni pratiche per visitare l’Interactive Science Knowledgestore
L’Interactive Science Knowledgestore è aperto dal martedì al venerdì, dalle 10:00 alle 16:00. Se vuoi visitarlo devi tassativamente organizzare la visita in un giorno feriale perché è chiuso il lunedì e nei fine settimana.
I biglietti si acquistano a piano terra, davanti all’ingresso, dove c’è uno sportello per l’accoglienza. Il biglietto intero costa 1.200 HUF, circa € 3. Sono previste tariffe ridotte per bambini, anziani e studenti.
Trovare informazioni affidabili online risulta abbastanza complicato. Il sito ufficiale è ospitato all’interno del dominio dell’Università di Szeged e appare piuttosto datato. Non è ottimizzato per dispositivi mobili e sembra fermo ai primi anni Duemila, pur restando la pagina ufficiale del museo. Per dettagli aggiornati e precisi, l’Ufficio Turistico di Szeged si è rivelato molto più utile.
Il museo si trova all’interno di un edificio universitario e occupa solo una piccola parte della struttura. Non c’è un ingresso esclusivo del museo né una segnaletica evidente. L’accesso avviene in un contesto accademico più che museale, elemento che può risultare insolito al primo impatto.
Nel seminterrato ti aspetta però una piacevole sorpresa. La caffetteria dell’università serve ottimo caffè in un ambiente rilassato e accogliente, perfetto per una pausa prima o dopo la visita.
Interaktív Természetismereti Tudástár
(Interactive Science Knowledgestore)
University of Szeged
Boldogasszony sgt. 6, 6725 Szeged

Dove dormire a Szeged
Durante il tuo viaggio a Szeged, ti consiglio di scegliere un alloggio in centro città. Le principali attrazioni sono raggiungibili comodamente a piedi, dalla Cattedrale alla Sinagoga Nuova, fino al Teatro Nazionale.
Art Hotel Szeged è una soluzione molto apprezzata nel cuore della città. Gli ambienti sono moderni e curati, il ristorante propone piatti ungheresi e internazionali e la colazione è inclusa. Il fiume Tibisco si trova a soli due minuti a piedi, perfetto per una passeggiata serale.
Se preferisci un appartamento, il residence Noir Hotel offre monolocali climatizzati dotati di angolo cottura, macchina del caffè, frigorifero e bagno privato. La struttura è davvero molto bella ed è stata citata dalle Guide Michelin.
Per una soluzione più economica, Frasolis Studio Apartman è un piccolo appartamento ben progettato, ideale per due persone. Semplice, accogliente e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, rappresenta un’ottima scelta per un soggiorno essenziale e piacevole.
Considerazioni finali sull’Interactive Science Knowledgestore di Szeged
L’Interactive Science Knowledgestore non punta su effetti speciali né su allestimenti spettacolari. Quello che rimane di una visita al museo è un’idea molto chiara di come la scienza venisse insegnata, esplorata e vissuta all’interno di un’università. Questo, da solo, rende la visita significativa.
Se ami i luoghi nascosti, le aule storiche e i musei che sembrano più veri che perfetti, questa piccola collezione può sorprenderti più di quanto immagini. Condividi nei commenti la tua esperienza con questo o altri musei scientifici d’altri tempi.
