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Trekking a Hoang Su Phi in Vietnam del nord tra risaie terrazzate e villaggi delle minoranze etniche

di Paola
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Il trekking a Hoang Su Phi è una delle esperienze più interessanti che puoi fare nel nord del Vietnam. Nella regione di Ha Giang puoi ancora vedere risaie terrazzate lontano dal turismo di massa ed entrare in contatto con minoranze etniche che vivono di agricoltura in villaggi isolati da tutto. L’esperienza è impegnativa dal punto di vista fisico, ma ti permette di osservare da vicino le coltivazioni di montagna e di vivere l’ospitalità delle famiglie locali, tra piante medicinali, alberi di tè e homestay semplici ma autentici.

Dove vedere le risaie terrazzate in Vietnam: Hoang Su Phi e Sapa a confronto

Una delle esperienze più incredibili che puoi fare in Vietnam è un trekking tra le montagne del nord per vedere le risaie terrazzate. Le risaie cambiano colore a seconda del periodo di visita e diventano di un verde intenso tra maggio e settembre, durante la stagione della crescita del riso. Anche fuori stagione, come a gennaio durante il mio viaggio a Hoang Su Phi, i panorami restano bellissimi.

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La località montana più conosciuta e frequentata per i trekking tra le risaie è Sapa, più accessibile e organizzata per il turismo internazionale. A Sapa trovi hotel panoramici, ristoranti e agenzie di trekking abituate ad accogliere turisti da tutto il mondo. L’inglese è diffuso e l’offerta è pensata anche per chi visita la zona per poco tempo.

Se preferisci visitare zone meno note e lontane dal turismo di massa, Hoang Su Phi è un distretto rurale della provincia di Ha Giang, nell’estremo nord del Vietnam, vicino al confine con la Cina. L’esperienza è meno strutturata e più vicina alla vita reale delle comunità locali, che non sono ancora abituate a grandi flussi turistici.

Per raggiungere Hoang Su Phi da Hanoi servono più di sei ore di viaggio lungo strade di montagna che attraversano piccoli villaggi isolati. L’inglese non è assolutamente diffuso e, oltre alla guida locale per i trekking, è necessario organizzare il viaggio con una guida da Hanoi per poter comunicare.

Gli hotel sono pochi, ma puoi trovare strutture di lusso volutamente isolate per disconnetterti da tutto come l’eco resort Panhou Retreat. Oppure dormire a casa di famiglie locali nei villaggi, in homestay molto semplici. Proprio questa distanza dal turismo di massa rende Hoang Su Phi più autentica e più intensa da vivere.

Riso e tabacco coltivati a terrazza a Hoang Su Phi, nel Vietnam del nord
Riso e tabacco coltivati a terrazza a Hoang Su Phi, nel Vietnam del nord

Trekking a Hoang Su Phi nel nord del Vietnam: dislivello e paesaggi di montagna

Il trekking a Hoang Su Phi non è una semplice passeggiata panoramica. Si svolge in una zona montana tropicale di media quota, tra i 900 e i 1.600 metri, caratterizzata da risaie terrazzate e da caldo e umidità elevata a seconda della stagione. Il percorso che ho seguito con una guida locale è di circa nove chilometri, con 600 metri di dislivello distribuiti tra salite costanti e discese ripide. La durata da sola non rende l’idea della fatica, perché il terreno può essere scivoloso e irregolare.

Visitando il nord del Vietnam a gennaio non abbiamo dovuto affrontare il caldo intenso dei mesi estivi, raggiungere a piedi i villaggi delle minoranze etniche è stato lo stesso impegnativo, a causa dei dislivelli e dello sforzo fisico richiesto. Il paesaggio delle risaie terrazzate di Hoang Su Phi però è spettacolare e ripaga della fatica in qualsiasi stagione.

Le colline sono modellate in terrazze per permettere al riso di trattenere l’acqua necessaria alla coltivazione. Ogni livello è sostenuto da piccoli argini di terra che trasformano la montagna in una sequenza di gradini che nella stagione di raccolta del riso appaiono verdissimi. In cima alle colline si vedono piccole case isolate, dove vivono le famiglie delle minoranze etniche delle montagne.

Le coltivazioni di montagna a Hoang Su Phi: riso, tabacco, cannella e altre piante

Il trekking nelle montagne del Vietnam è molto interessante perché permette di scoprire come le famiglie delle minoranze etniche abbiano creato nel tempo un ecosistema agricolo autosufficiente.

Percorrendo i sentieri la guida mostra come, accanto alle risaie, in molte terrazze viene coltivato anche il tabacco, una pianta dalle foglie grandi che ricordano enormi cespi di insalata. Le foglie vengono raccolte, fatte essiccare e poi arrotolate per produrre sigarette artigianali. Non sono pensate per i turisti, ma per il consumo locale e raramente vengono vendute.

Lungo il percorso puoi vedere anche alberi di cannella, la cui parte interna dei rami è commestibile. Molti masticano la cannella fresca. I locali utilizzano anche piante spontanee di tè, non adatte al commercio, come rimedio tradizionale, ad esempio dopo il parto. Le piante di tè coltivate vengono invece mantenute basse, intorno ai cinquanta centimetri, perché la potatura stimola nuovi germogli.

Un’altra presenza costante del paesaggio montano intorno a Hoang Su Phi è il bambù, utilizzato sia per il legno che per creare una prelibatezza locale. La guida ci ha spiegato che quando il fusto del bambù è maturo viene forato per inserirvi dei bachi che crescono all’interno. Dopo un certo periodo il bambù viene tagliato e i bachi mangiati come specialità locale che però non ho avuto modo di assaggiare.

Le coltivazioni di tapioca sono invece destinate soprattutto a diventare mangime per animali perché è considerato un alimento che “scalda” il corpo. Infine, lo zenzero viene spesso coltivato in sacchi, in un modo che ricorda le patate nei nostri orti da balcone.

Piantagioni di tè a Hoang Su Phi: coltivazione ad albero e tè di alta montagna

Durante il trekking a Hoang Su Phi, il mio gruppo ha effettuato una deviazione per visitare la cooperativa Fin Ho Tea e partecipare a una degustazione di tè per conoscere le diverse varietà prodotte nella zona. Tra i tipi di tè più curiosi abbiamo assaggiato il tè nero in forme pressate, un modo di conservazione nato proprio in queste montagne per poterlo trasportare più facilmente.

Il tè proveniente da piantagioni in quota è considerato più pregiato perché coltivato seguendo un metodo tramandato da generazioni che permette alla pianta di svilupparsi in altezza. Le piante di tè possono infatti diventare veri e propri alberi, quando non vengono potati come avviene generalmente nelle piantagioni per la rivendita. Inoltre, il tè coltivato in alta montagna ha una sola stagione di raccolta, nel mese di dicembre, caratteristica che ne limita la quantità e ne aumenta ulteriormente il valore.

Paola Bertoni con fiore della pianta di tè durante il trekking a Hoang Su Phi, Vietnam
Selfie con fiore della pianta di tè durante il trekking a Hoang Su Phi, Vietnam

Incontri con le minoranze etniche a Hoang Su Phi durante il trekking nel nord del Vietnam

Un trekking nel nord del Vietnam è molto interessante perché permette di osservare da vicino come vivono le minoranze etniche dei villaggi rurali, secondo uno stile di vita molto diverso dal nostro occidentale. L’idea di vivere in armonia con la natura è affascinante in teoria, ma nella pratica comporta rinunce, fatica e responsabilità che, personalmente, non sceglierei affatto.

Osservando la quotidianità in un luogo così isolato mi sono chiesta se sia davvero più strano il modo di vivere delle famiglie del nord del Vietnam o il nostro. Alla fine è soprattutto una questione di prospettiva, legata a dove nasci e dove cresci, ed è proprio questo confronto la vera ricchezza di un trekking in aree così remote del Vietnam.

Vita nei villaggi di montagna a Hoang Su Phi: scuola, lavoro ed economia locale

Nelle aree montane, in Vietnam come ovunque, ogni aspetto della quotidianità richiede adattamento e organizzazione personale. Per esempio andare a scuola è qualcosa che diamo per scontato, ma per chi vive nelle aree più isolate è una scelta faticosa. Mentre camminavamo tra le risaie la guida ci aveva fatto notare dove si trova l’unica scuola locale, un grande edificio giallo a più piani, esattamente dall’altra parte della valle. I bambini dei villaggi raggiungono la scuola a piedi ogni giorno, camminando per ore. Solo quelli che hanno la fortuna di abitare vicino alla strada principale possono ricevere un passaggio in motorino dai genitori.

Nelle montagne del Vietnam non esiste neanche un servizio di raccolta dei rifiuti. Il nostro gruppo è rimasto scioccato nello scoprire che la plastica viene bruciata in contenitori in muratura ai lati delle case. La verità è che, senza un sistema pubblico di smaltimento, la differenziazione dei rifiuti è un concetto che non ha senso per i locali. Chi vive così isolato sa che deve occuparsi di tutto in prima persona nel modo più efficiente possibile.

La luce in casa è un’altro aspetto che diamo per scontato. Eppure a Hoang Su Phi, solo le famiglie che abitano vicino alla strada sono raggiunte dall’elettricità, pagata al consumo come avviene normalmente nelle aree urbane. Le famiglie che vivono nelle zone più isolate utilizzano invece un generatore.

Anche il lavoro come lo intendiamo noi, con fabbriche o uffici, non esiste. Il reddito delle famiglie delle comunità montane deriva dall’agricoltura e dall’allevamento. I negozi sono lontani ed è quindi normale anche cacciare animali selvatici. Durante il trekking abbiamo visto delle persone che sistemavano un tratto di strada e avevano catturato una specie di grosso topo, che la guida ci ha spiegato sarebbe stato mangiato quella sera.

Paola Bertoni durante un trekking a Hoang Su Phi nel nord del Vietnam
Foto di me durante un trekking a Hoang Su Phi nel nord del Vietnam

Red Dao, Black Hmong e Tay a Hoang Su Phi: differenze tra le minoranze etniche

Durante un trekking a Hoang Su Phi puoi incontrare comunità diverse tra loro per vestiti, tradizioni e architettura delle case, anche se spesso vengono raccontate in modo generico come “minoranze etniche del nord del Vietnam”. Le differenze nei colori degli abiti, nelle case e nelle abitudini quotidiane non sono folklore per turisti, ma la vita reale di famiglie che vivono così isolate da conservare tradizioni tramandate da generazioni.

Red Dao: abiti ricamati a mano e vita quotidiana nelle case di montagna

Il mio primo incontro con le minoranze etniche del Vietnam è avvenuto nel villaggio di Nam Nghi, dove ci siamo fermati a pranzo nella casa di una famiglia Red Dao, un sottogruppo dell’etnia Dao riconoscibile per la complessità dei loro abiti tradizionali. I Red Dao vivono principalmente nelle province montane del nord del Vietnam, tra cui il distretto di Ha Giang, e mantengono una forte identità culturale legata ai rituali familiari e agli antenati.

L’abitazione della famiglia che ci ha ospitato era in cemento, dipinta con colori che imitavano il legno. La casa era composta da un’unica grande stanza con pavimento piastrellato e pochi mobili disposti lungo le pareti. Come in molte abitazioni tradizionali delle montagne vietnamite, nella stanza comune si svolgono tutte le attività quotidiane. Accanto alla casa si trovava una cucina esterna, con semplice battuto di cemento al posto del pavimento.

La padrona di casa era un’abile ricamatrice e ci ha mostrato i vestiti tradizionali insegnandoci a indossarli per fare le foto. Un abito può richiedere fino a un anno di lavoro perché è interamente cucito e ricamato a mano. Le famiglie Red Dao indossano questi vestiti nella vita quotidiana e ne confezionano di nuovi per festeggiare il capodanno lunare.

La guida ci ha spiegato che, se si vuole acquistarne uno, non esistono negozi. I turisti al massimo possono comprare i vestiti tradizionali così come sono, “visto e piaciuto”, direttamente dalle famiglie. Il costo è di circa 1.000.000 VND, ovvero € 30, praticamente nulla se pensi al tempo di lavoro per ricamarli!

Paola Bertoni con abiti tradizionali a Hoang Su Phi, nel nord del Vietnam
Selfie in abiti tradizionali a Hoang Su Phi, nel nord del Vietnam

Black Hmong: tessuti indaco, focolare domestico e case a due piani

I Black Hmong sono un sottogruppo della minoranza etnica Hmong nel nord del Vietnam. Si distinguono dagli altri gruppi etnici per gli abiti indaco scuro, quasi nero, tinti con pigmenti naturali ricavati da piante cresciute nel giardino. Tradizionalmente le donne Black Hmong non solo tingono i tessuti, ma li tessono anche a casa. A me che piacciono moltissimo le correlazioni spurie, scoprirlo ha riportato alla mente la tintura indaco tipica dell’Ungheria, a migliaia di chilometri di distanza.

Le abitazioni ospitano più generazioni sotto lo stesso tetto e sono di due piani perché di solito le donne dormono al piano terreno e gli uomini al primo piano. Le case Black Hmong hanno due cucine, sempre senza pavimenti, solo in cemento. Una cucina viene utilizzata per la preparazione del cibo per la famiglia e l’altra per la preparazione del cibo per gli animali. Il focolare ha un valore importante e mettere i piedi vicino al fuoco è considerato un gesto di cattivo auspicio.

Tay: case su palafitta e autentica ospitalità nel nord del Vietnam

I Tay sono la più grande minoranza etnica del Vietnam e hanno case su palafitta molto simili alle abitazioni tradizionali thailandesi, da cui pare derivino. A differenza di Red Dao e Hmong, le famiglie Tay vivono spesso in vallate più ampie e praticano anche la coltivazione del riso in pianura.

Le abitazioni Tay sono sollevate da terra per proteggersi dall’umidità e dagli animali, ma soprattutto per mantenere gli interni più freschi durante le estati calde. Anche nelle famiglie Tay non esiste il concetto di privacy come lo intendiamo in Europa. Si vive e si dorme tutti insieme in una grande stanza comune.

Durante il trekking a Hoang Su Phi siamo state invitate a bere un tè in una casa Tay semplicemente perché la guida aveva chiesto al proprietario se poteva mostrarci l’interno della sua abitazione. Entrare nella stanza principale, camminare sul pavimento di bambù e sederci insieme al padrone di casa è stato un momento di ospitalità autentica. Mi ha fatto riflettere sul fatto che in Europa difficilmente qualcuno aprirebbe la propria casa in questo modo solo perché sei un turista curioso.

Paola Bertoni davanti a una casa Tay nella zona di Hoang Su Phi, Vietnam
Selfie davanti a una casa Tay nella zona di Hoang Su Phi, Vietnam

Cosa si mangia durante un trekking a Hoang Su Phi: pasti nelle case delle famiglie

Durante il trekking nei villaggi di montagna del nord del Vietnam mangi sempre a casa di famiglie locali perché non esistono ristoranti nei villaggi. I pasti, preparati con ingredienti coltivati nei campi o allevati nel cortile, sono deliziosi nella loro semplicità.

Non c’è un menù da cui scegliere e si mangia ciò che prepara la famiglia ospitante. A pranzo per esempio abbiamo mangiato carne, uova e verdure, accompagnate da riso bianco.

La cena comprendeva più piatti. I miei preferiti erano dei deliziosi involtini fritti avvolti in fogli di carta di taro, simile alla carta di riso, ripieni di maiale, uova, cipolla, funghi e peperoncino. Sulla tavola c’era anche del maiale grigliato, cotto sulla brace, accompagnato da verdure saltate e riso. La vera sorpresa però è stato brindare con “happy water”, un distillato fatto in casa, insieme con la famiglia ospitante.

Cucina casalinga per la cena in homestay nelle montagne di Hoang Su Phi, Vietnam
Cucina casalinga per la cena in homestay nelle montagne di Hoang Su Phi, Vietnam

Dormire in homestay a Hoang Su Phi: cosa aspettarsi nelle case delle minoranze etniche

Le famiglie che aprono le loro case come homestay ospitano in media una o due volte al mese, al massimo tre. I visitatori arrivano soprattutto da Paesi europei come Francia, Olanda, Germania e Italia. Non esiste un tipo di gruppo specifico: famiglie, coppie o piccoli gruppi organizzati. La guida ci ha spiegato che i vietnamiti raramente scelgono l’esperienza dell’homestay perché non amano camminare in montagna.

L’impatto dell’homestay è stato forte per tutto il mio gruppo. La sistemazione era fredda e spartana, con materassini appoggiati per terra, su un soppalco di legno coperto da stuoie. La casa non aveva riscaldamento e si sentiva l’umidità. Inoltre il bagno si trovava all’esterno e solo io, nel mio gruppo, ho fatto la doccia quella sera.

Eppure, nonostante la semplicità delle condizioni, siamo rimaste tutte sorprese dall’ospitalità. Vivere in prima persona il contrasto tra essenzialità materiale e calore umano è un’esperienza unica. La famiglia Dao Rossi che ci ha ospitate ci ha accolte con naturalezza, condividendo la casa e il cibo senza formalità. Dall’altra parte del mondo, in una casa priva delle comodità a cui siamo abituati in Europa, mi sono trovata a riflettere che, forse, ci siamo un po’ persi per strada il valore dell’accoglienza e dell’incontro.

Come organizzare un trekking a Hoang Su Phi nel nord del Vietnam

Un’esperienza così autentica come il trekking tra le montagne di Hoang Su Phi è possibile solo grazie al supporto di un tour operator locale. A differenza di Sapa, che è molto più turistica, le guide del posto non parlano inglese. Per questo motivo, ci ha accompagnate anche la nostra guida di Hanoi.

Da solo è praticamente impossibile muoverti in autonomia tra i villaggi e incontrare le famiglie locali delle minoranze etniche Red Dao, Hmong e Tay. Per questo devo ringraziare moltissimo Travel Sense Asia che ha curato questa esperienza unica. Ho apprezzato particolarmente che questo trekking faccia parte di un progetto nato per creare un’economia sostenibile nella zona, sostenuto dal Panhou Retreat di Hoang Su Phi.

Dal punto di vista pratico è importante avere aspettative realistiche. Noi ci immaginavamo una semplice passeggiata in montagna, ma il percorso si è rivelato molto più impegnativo del previsto. Se vuoi fare questa esperienza ti consiglio di chiedere in anticipo non solo la durata del trekking, ma anche chilometri e dislivello. Magari confrontati anche con qualcuno abituato a camminare in montagna, perché la durata da sola non basta a capire la difficoltà.

Devi inoltre essere consapevole che un vero homestay non è un B&B, ma una casa in un villaggio montano isolato. La sistemazione è molto spartana per gli standard occidentali. Si dorme per terra su un materassino sottile, si sente il canto del gallo a orari improbabili, il bagno è esterno, non c’è phon e al mattino i vestiti possono essere umidi, senza alcuna privacy.

Costi del trekking a Hoang Su Phi: prezzi, mance e informazioni utili

Per quanto riguarda i costi, il trekking e l’homestay erano compresi nel nostro itinerario di 12 giorni da Hanoi a Ho Chi Minh City e non saprei scorporarli. Se ti interessa solo questa esperienza puoi contattare direttamente il team di Travel Sense Asia, anche in italiano.

Online ho visto che un tour di due giorni e una notte da Ha Giang costa circa € 200. Tuttavia non è lo stesso itinerario che ho fatto io e comprende meno incontri con le famiglie locali. Personalmente prima di prenotare un’esperienza così impegnativa mi farei fare un preventivo da una realtà già testata da altri viaggiatori, come Travel Sense Asia.

Il trekking nelle montagne del nord del Vietnam non prevede mance obbligatorie, ma la nostra guida ci aveva indicato di lasciare una mancia di circa 200.000 VND per il pranzo. Ovvero circa € 6 per un gruppo di sette persone più due guide. Di conseguenza abbiamo lasciato qualcosa in più all’homestay dove ci hanno preparato due pasti, cena e colazione. Mi sono accorta che le famiglie locali delle montagne di Hoang Su Phi non sono davvero abituate al turismo proprio al momento di lasciare la mancia. Questo gesto è stato davvero inaspettato per loro.

Come vestirti per un trekking a Hoang Su Phi: abbigliamento tecnico e scarpe adatte

Un trekking a Hoang Su Phi non è una semplice camminata panoramica e l’abbigliamento giusto fa davvero la differenza. Il clima è umido tutto l’anno, ma nello stesso momento può anche fare molto caldo. A gennaio, durante il mio viaggio, siamo partite la mattina indossando la giacca e dopo poco eravamo in maglietta a maniche corte.

La cosa più importante è vestirti a strati e indossare abbigliamento tecnico traspirante che asciughi rapidamente. Se non pratichi regolarmente trekking, trovi tutto da Decathlon a poco prezzo. Specialmente se ti fermi a dormire in homestay, considera che l’umidità ti resta addosso e i vestiti in cotone non asciugano bene nella notte.

Il percorso per vedere le risaie terrazzate attraversa sentieri irregolari, con tratti ripidi e strade sterrate dove il terreno può essere scivoloso. Le scarpe da trekking sono indispensabili. Io ho acquistato il modello Columbia Peakfreak proprio per questo viaggio e mi sono trovata benissimo. In generale, ti consiglio suole con buona aderenza e una struttura stabile, perché il dislivello e le discese possono essere impegnativi.

Paola Bertoni a Hoang Su Phi, Vietnam del nord
Selfie a Hoang Su Phi, Vietnam del nord

Trekking a Hoang Su Phi nel nord del Vietnam: perché è un’esperienza che vale la pena vivere

Un trekking tra le risaie terrazzate di Hoang Su Phi non è solo un’intensa camminata in montagna. Ti porta in un contesto lontano e affascinante, per un confronto diretto con un modo di vivere essenziale, fuori dalla comfort zone.

Il percorso è fisicamente impegnativo, l’homestay è spartano e la comunicazione non è immediata. Eppure, proprio per questo, l’esperienza diventa intensa e memorabile. Attraverso il trekking, puoi osservare da vicino comunità che vivono a stretto contatto con la natura e che ancora oggi si sostengono solo grazie alle proprie risorse.

Hoang Su Phi non è una destinazione comoda, ma un luogo che ti invita a osservare, adattarti e riflettere. Scrivi nei commenti cosa ne pensi di questa esperienza e se ti ha incuriosito l’idea di un trekking di questo tipo nel nord del Vietnam.

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