Dopo diversi anni sono tornata in Vietnam grazie al viaggio organizzato per le Travel Blogger Italiane, ma un semplice progetto editoriale si è trasformato in un viaggio che è andato ben oltre le aspettative. Ho attraversato il Paese da Nord a Sud, dalle montagne di Hoang Su Phi fino al Delta del Mekong, seguendo un itinerario intenso e pieno di contrasti che ha mescolato natura selvaggia, caos cittadino e incontri umani. Tra trekking nelle risaie terrazzate, cene in ristoranti Michelin e un piccolo infortunio che mi ha portata a testare persino la sanità vietnamita, questo viaggio mi ha permesso di osservare il Paese da prospettive molto diverse. In questo articolo condivido le tappe principali e consigli pratici per prepararti a un’avventura simile.
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Viaggio in Vietnam: meglio organizzato o fai da te?
Pianificare un viaggio in Vietnam in totale autonomia è assolutamente possibile, specialmente se ti limiti alle tappe più classiche. Muoverti tra treni notturni e bus locali, gestendo da solo le prenotazioni online, regala sicuramente una forte sensazione di libertà. Il mio primo viaggio è stato proprio un itinerario low cost in Vietnam fai da te.
ORGANIZZA IL TUO VIAGGIO IN VIETNAM
Prima di partire per il Vietnam, è necessario stipulare un’assicurazione medica che ti protegga in caso di imprevisti. L’assicurazione viaggio Heymondo copre emergenze mediche, annullamento del viaggio, smarrimento del bagaglio e altro ancora a un ottimo rapporto qualità-prezzo, e la puoi gestire direttamente da un’app sul tuo cellulare.
Per rimanere sempre connesso, ti consiglio di utilizzare eSIM Holafly con dati illimitati. Perfetta per usare Google Maps, Grab e condividere foto e video in tempo reale su WhatsApp, senza doverti preoccupare di SIM locali o costi extra.
Tuttavia, in quell’occasione non ho avuto difficoltà perché viaggiavo con un’amica vietnamita. A seconda dei luoghi che vuoi visitare, la barriera linguistica e la complessità logistica di alcune aree possono complicare gli spostamenti. Fuori dai circuiti turistici l’inglese non è affatto scontato e persino orientarti tra le traduzioni approssimative dei musei può diventare una sfida. Inoltre, se il tuo obiettivo è conoscere il Vietnam rurale e autentico, un supporto locale diventa quasi indispensabile.
Scegliere un viaggio organizzato non significa per forza seguire itinerari standardizzati e turistici. Per vivere il tuo viaggio al meglio, puoi scegliere un operatore che condivida la tua visione di viaggio. Nel nostro caso, l’organizzazione di Travel Sense Asia ha reso l’esperienza più profonda.
Affidarti ai professionisti giusti ti permette innanzitutto di ottimizzare i tempi, evitando ore perse ad aspettare mezzi pubblici, o brutte sorprese in strutture che non rispecchiano le foto online. Chi vive sul territorio sa proporti esperienze che non si trovano sulle guide, come dormire in homestay reali o partecipare ad attività nei villaggi rurali.
Il valore aggiunto di un viaggio organizzato emerge quando qualcosa non va secondo i piani. Proprio durante questo viaggio ho avuto un infortunio e il supporto dell’agenzia locale mi ha permesso di proseguire il viaggio insieme alle altre blogger subito dopo la visita in ospedale, grazie al coordinamento perfetto di driver e trasporti.

Il mio itinerario in Vietnam: 12 giorni da nord a sud
Questo viaggio è nato come un progetto editoriale per raccontare il Paese insieme a Travel Sense Asia e alla mia community Travel Blogger Italiane. L’idea era vedere il più possibile del Vietnam e, per massimizzare le esperienze in poco tempo, ci siamo ritrovate a cambiare ritmo continuamente. Passando dalla frenesia delle grandi città alla quiete assoluta delle aree rurali, abbiamo costruito una visione ampia e senza filtri del Vietnam contemporaneo.
Il nostro itinerario è iniziato ad Hanoi, capitale politica e primo contatto con la storia locale. Da qui ci siamo spostate verso le spettacolari risaie terrazzate di Hoang Su Phi, per poi proseguire verso la maestosa Baia di Ha Long. Scendendo verso il Centro, il tour ha toccato Hoi An, con il suo fascino sospeso nel tempo, e Hue, l’antica capitale imperiale. L’ultima parte del viaggio si è svolta nel Sud, tra l’energia di Ho Chi Minh City e i canali del Delta del Mekong.

Hanoi: cosa vedere tra templi millenari e street food
Hanoi si presenta come una città istituzionale e composta, dove il peso della storia si avverte in ogni angolo. Per scoprirla ci siamo fermate due giorni. Camminando per le strade, rimani subito colpito dalla presenza costante delle bandiere rosse e dall’atmosfera austera tipica dei centri di potere. Il Mausoleo di Ho Chi Minh ne è il cuore pulsante, con un tangibile culto del leader e un’aria carica di rispetto e solennità.
Cambiando quartiere e attraversando il traffico di motorini puoi vedere un altro simbolo della città: il Tempio della Letteratura, la prima università del Paese fondata nel 1070. Nonostante l’immenso valore storico, oggi il sito è famoso per l’invasione di ragazze in abito tradizionale impegnate in infiniti servizi fotografici. Questo contrasto tra la sacralità confuciana e il moderno rito dei social lo rende una tappa curiosa. Intorno al lago Hoan Kiem puoi invece godere di un insolito momento di tranquillità. Dopo le visite, le attività migliori sono un tour dello street food e lo spettacolo delle marionette sull’acqua.
Dove dormire: Bespoke Boutique Hotel Hanoi
Hoang Su Phi: trekking autentico tra le risaie terrazzate
Raggiungere Hoang Su Phi richiede diverse ore di viaggio, ma lo spettacolo ripaga di ogni chilometro. Questa regione è famosa per le risaie terrazzate, considerate tra le più belle del Paese.
Abbiamo soggiornato al Panhou Retreat, un eco-resort immerso nella giungla dove la natura è la vera protagonista. Un trekking più faticoso del previsto ci ha portate a scoprire villaggi remoti e a conoscere la minoranza etnica dei Dao Rossi, dormendo in una casa tradizionale nel villaggio di Giang Ha.
L’esperienza richiede spirito di adattamento per i pernottamenti spartani e i sentieri di montagna, motivo per cui è fondamentale affidarsi a una guida locale esperta. Eppure, la serata passata a condividere il pasto con la famiglia locale, brindando con la loro “happy water”, un distillato di riso fortissimo, è stato uno dei momenti più intensi del viaggio.
Dove dormire: Panhou Retreat Hoang Su Phi, Homestay Ha Giang

Baia di Ha Long: crociera ed esperienza esclusiva in grotta
Lasciate le montagne, ci siamo diretti verso la Baia di Ha Long, patrimonio UNESCO. Proprio per la sua incredibile popolarità, l’area è diventata vittima dell’overtourism. In pochi anni la visita approssimativa a bordo delle barche dei pescatori è stata trasformata in un’efficiente catena di montaggio.
Oggi la baia è occupata da grandi navi da crociera che offrono ottimi pasti alternati a escursioni scandite al minuto. Navigare tra i faraglioni regala ancora meraviglia, ma visitarli in mezzo a gruppi di turisti urlanti ti fa riflettere soprattutto sul tuo impatto come visitatore.
Il disagio è stato però cancellato dalla splendida cena con spettacolo nella Grotta della Perla del Drago. Le pareti illuminate da videoinstallazioni hanno fatto da cornice a una serata indimenticabile, in uno dei pochi ristoranti al mondo all’interno di una grotta. Sarebbe stato il saluto perfetto al Vietnam del nord se, al rientro, non fossi caduta malamente davanti all’hotel di Hanoi aprendomi il ginocchio.

Da Nang: la mia sosta fuoriprogramma in ospedale
Il programma su Da Nang prevedeva la visita alla Montagna di Marmo e al Villaggio degli Scultori. Tutto questo, però, lo leggerete sui blog delle mie compagne di viaggio, perché per me è stato sostituito da una visita all’ospedale di Da Nang. Visto l’infortunio della sera prima, non ho avuto scelta. Dovevo farmi mettere dei punti subito dopo il volo da Ha Noi a Da Nang.
L’esperienza è stata surreale per gli standard occidentali. A parte due infermiere, nessuno parlava inglese, la conversazione con i medici è stata mediata da Google Translate e lo studio del chirurgo plastico, più interessato al sudoku che a me, sembrava un beauty parlour equivoco.
Tuttavia, il medico del pronto soccorso che mi ha cucito con un filo di nylon che in Europa non si vedeva da trent’anni, ha fatto un ottimo lavoro. Probabilmente non mi rimarrà neanche una cicatrice particolarmente visibile. (So che da adesso in poi zoomerete sulle mie foto per vedere il segno). Zoppicante ma ricucita, ho raggiunto il resto del gruppo grazie al transfer organizzato alla perfezione da Travel Sense Asia.

Hoi An: cosa fare nella città delle lanterne
Hoi An è uno dei luoghi più magici del Vietnam, specialmente al tramonto quando centinaia di lanterne si riflettono sul fiume. La città è famosa per gli abiti su misura, ma è Patrimonio UNESCO per gli edifici e i templi lasciati in eredità dai mercanti cinesi. Alle mie compagne è rimasta nel cuore, mentre devo ammettere che in questo viaggio, ancora dolorante e zoppicante, l’ho apprezzata meno di quanto meriti.
Va detto che anche Hoi An, rispetto al mio viaggio precedente, è diventata molto più turistica. Ricordavo lanterne da lasciare andare nel fiume, acquistate da bancarelle improvvisate. Ora invece ogni angolo è diventato un negozio di souvenir, anche se di altissima qualità.
Nei dintorni abbiamo visitato il villaggio di Kim Bong, conosciuto per la lavorazione del legno, e quello di Cam Thanh per un giro sulle tipiche barche a cesto in bambù nella foresta. Qui abbiamo ricevuto un massaggio ai piedi con erbe medicinali e partecipato a una lezione di cucina, una delle esperienze più piacevoli della zona.
Dove dormire: Little Gem Hoi An

Hue: alla scoperta dell’antica capitale imperiale
Il giorno successivo ci siamo spostate a Hue per visitare la Città Imperiale, il Mausoleo imperiale di Tu Duc e la Pagoda di Thien Mu. Nella Città Imperiale l’eleganza dell’architettura riflette un passato glorioso. Il cambio della guardia davanti all’ingresso richiama gli antichi sfarzi di Hue, capitale imperiale del Vietnam. Il re viveva nella parte più elevata e inaccessibile, mentre mandarini e donne avevano accessi e spazi rigidamente separati.
Oggi rimane solo il 30% del complesso originale, ma serve comunque tempo per vederlo tutto. Grazie alla guida a disposizione abbiamo potuto visitare le parti principali del complesso. Dopo il palazzo imperiale ci siamo spostate al suggestivo Mausoleo di Tu Duc e alla Pagoda di Thien Mu, per poi visitare un negozio-laboratorio nel Villaggio degli Incensi.
Di questa tappa ti stupirà soprattutto scoprire come la Hue moderna contrasta fortemente con le aree storiche. Nelle zone turistiche si concentrano hotel, bar e locali notturni, indirizzati più a un turismo cafone che culturale. La strada pedonale su cui si trovava il nostro hotel ricordava una versione potenziata della Khao San Road di Bangkok, rumorosa e affollata, soprattutto la sera.
Dove dormire: Rosaleen Boutique Hotel Hue

Ho Chi Minh City e il Delta del Mekong: l’anima del sud
Il nostro tour è proseguito nel sud del Vietnam, tra il dinamismo di Ho Chi Minh City, nome moderno della vecchia Saigon, e i ritmi lenti del fiume. Noi abbiamo visitato Cai Be con un’escursione di un giorno, ma se hai più tempo a disposizione ti consiglio di fermarti per la notte.
Esplorare i bracci del Delta del Mekong a bordo di imbarcazioni in legno e percorrere le campagne intorno a Cai Be in bicicletta (o in motorino, nel mio caso!) sono esperienze da non perdere. Vedere la vita che scorre lungo le sponde, tra piccoli laboratori e case affacciate sui canali, aiuta a capire quanto l’acqua sia l’elemento vitale di questa regione.
Il nostro viaggio si è concluso con una visita guidata a Ho Chi Minh City. La città è un incontro continuo tra grattacieli modernissimi, edifici coloniali francesi e mercati caotici che vale la pena scoprire con una guida.
Visitare il Museo dei Resti della Guerra, talvolta indicato come Museo dei Residuati Bellici o semplicemente Museo della Guerra, è un passaggio fondamentale per comprendere la storia recente del Paese. Avevo già visitato questo museo anni fa, eppure tornarci mi ha colpita con la stessa intensità della prima volta. Scoprire la guerra del Vietnam raccontata dai vietnamiti stessi è un’esperienza toccante che lascia un segno profondo nella coscienza di ogni viaggiatore.
Dove dormire: Winsuites Saigon Hotel, Mekong Lodge Cai Be

Organizzare un viaggio in Vietnam: guida pratica da nord a sud
Per un viaggio itinerante come questo, oltre a scegliere tra tour organizzato e fai da te, ci sono alcuni aspetti logistici che devi considerare. Le distanze sono notevoli e le aree geografiche da attraversare molto diverse tra loro. Ecco quello che devi sapere.
Visto per il Vietnam: documenti e nuove regole
Per noi italiani, le regole per l’ingresso in Vietnam sono diventate molto più agevoli. All’epoca del mio primo viaggio era necessario richiedere un visto o avere una lettera d’invito. Oggi, se hai un passaporto con validità residua di almeno sei mesi, puoi beneficiare dell’esenzione dal visto per soggiorni fino a 45 giorni. Se invece hai intenzione di fermarti più a lungo, puoi richiedere comodamente l’e-visa online, che permette una permanenza fino a 90 giorni con ingressi multipli. Prima di partire, verifica sempre che le regole non siano cambiate sul sito Viaggiare Sicuri.
Quando andare in Vietnam: clima ideale e festività da evitare
Il Vietnam ha una forma stretta e allungata che crea microclimi completamente diversi. Indovinare il periodo perfetto per tutto il Paese è una sfida: quando splende il sole al Nord potrebbe esserci la stagione delle piogge al Sud. A gennaio ho trovato invece una situazione opposta: a Hanoi indossavo un maglioncino di lana, mentre a Ho Chi Minh abbigliamento estivo.
In linea di massima, i mesi da marzo ad aprile e da settembre a novembre offrono il clima più equilibrato, ma sono anche alta stagione. Se ti interessa soprattutto il trekking nelle risaie del Nord, il periodo migliore è tra fine agosto e settembre per ammirare il verde brillante prima del raccolto.
Ti consiglio di evitare il periodo del Tết perché i prezzi salgono e molti servizi funzionano a orario ridotto. Il Capodanno vietnamita infatti è una festa principalmente famigliare, come il nostro Natale, con molti vietnamiti che ritornano nei villaggi di origine.

Assicurazione di viaggio: perché non puoi farne a meno
Se c’è una cosa che questo viaggio mi ha insegnato, è che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Potrei dirti che l’assicurazione non è un costo, ma un investimento per farti cliccare sul mio link affiliato. Tuttavia voglio essere onesta: la sanità in Vietnam per le piccole cose è incredibilmente economica.
Per la visita, i punti e le medicine ho speso quanto un ticket del pronto soccorso in Italia. Inoltre, sto ancora aspettando l’esito del rimborso dalla blasonata assicurazione compresa nel pacchetto viaggio, che ha tempi burocratici lunghi.
Per problemi gravi però i costi delle spese mediche e dell’eventuale rimpatrio possono essere decisamente più alti. Per questo ti consiglio di stipulare un’assicurazione online come Heymondo, che in caso di necessità si attiva da app, anticipa le spese mediche quando necessario e ti rimborsa in tempi rapidi. Dal mio link hai anche uno sconto sulla tua prossima polizza.
Rimanere connessi: perché scelgo la eSIM per viaggiare
In viaggio non rinuncio mai alla connessione internet, perché uso moltissimo Google Maps e Grab per gli spostamenti, oltre a WhatsApp per comunicare con hotel e guide. Dopo anni passati a comprare SIM locali in aeroporto e a smontare il telefono nei posti più improbabili, sono felicemente passata alle eSIM.
Le eSIM sono SIM digitali, che si installano direttamente sul telefono tramite un QR code, senza bisogno di una scheda fisica. Funzionano su quasi tutti gli smartphone, ma per sicurezza verifica che il tuo telefono sia compatibile con le eSIM prima dell’acquisto. Se gli iPhone nascono tutti con la predisposizione per le eSIM, alcuni modelli Android recenti non ne contemplano l’utilizzo.
Le mie eSIM preferite sono Holafly e Airalo che offrono copertura praticamente per qualsiasi destinazione. Airalo costa meno, ma durante i miei viaggi finivo spesso i dati inclusi e dovevo ricaricare. Di recente anche Airalo ha iniziato a proporre eSIM con GB illimitati, ma nel frattempo sono passata a Holafly con dati illimitati. Per me la cosa più importante è restare connessa senza l’ansia di controllare i dati utilizzati.
Spostarsi in Vietnam: voli, treni o driver privato?
Per un viaggio del genere devi mettere in conto molti spostamenti. Noi siamo riuscite a vedere così tanto in soli dodici giorni grazie ai voli interni e ai trasporti privati organizzati da Liliana di Travel Sense Asia. Se hai più tempo a disposizione, per spostarti tra le grandi città puoi prendere anche il treno. Io stessa, nel mio primo viaggio, avevo optato per il treno notturno, un’esperienza emozionante e sicura anche in viaggio da sola.
Tuttavia, per raggiungere alcune destinazioni specifiche, come le montagne del Nord, un driver privato è una scelta decisamente migliore rispetto ai bus locali. Il motivo è semplice: se non parli il vietnamita, è praticamente impossibile capire dove e quando passano i mezzi pubblici. Oltre a una questione di lingua, è anche una scelta di tempi ed efficienza: avere un autista ti permette di ottimizzare ogni spostamento e goderti il viaggio senza lo stress della logistica.

Cosa mettere in valigia: come vestirti dal nord al sud del Vietnam
La parte più difficile dell’organizzazione è stata decidere cosa mettere in valigia. Partendo a gennaio, sapevo che avrei trovato un clima freddo al Nord e caldo tropicale a Sud. Inoltre, per il trekking tra le montagne di Hoang Su Phi, serviva un abbigliamento tecnico diverso rispetto a quello per le città. Ho risolto portando capi che si abbinavano tra loro per vestirmi a strati, seguendo la regola del tre per non avere una valigia troppo ingombrante.
Per camminare tra le montagne del Nord, l’elemento fondamentale sono le scarpe da trekking. Non sottovalutarle perché anche i percorsi proposti come facili possono rivelarsi impegnativi. Non facendo trekking abitualmente, non volevo spendere cifre esorbitanti. Ho acquistato per l’occasione una giacca softshell impermeabile antivento e un pile da montagna da Decathlon, economici e funzionali, investendo invece su un buon paio di scarpe da trekking Columbia.
Ad Hanoi ho indossato la giacca solo la sera, mentre di giorno stavo bene con un maglioncino di cachemire con sotto una t-shirt e pantaloni lunghi. La giacca però è stata utilissima soprattutto durante le escursioni nella Baia di Ha Long perché quel giorno faceva particolarmente freddo. Nel centro del Vietnam ho definitivamente messo via il capi più pesanti, mentre al sud sono sempre stata in maglietta e pantaloni corti.

Conclusioni: perché scegliere il Vietnam per il tuo prossimo viaggio
Visitare il Vietnam significa entrare in un Paese di contrasti fortissimi: il silenzio delle risaie del Nord e il rumore assordante dei clacson di Saigon, la spiritualità dei templi e il pragmatismo di un popolo con un’energia incredibile. Il Vietnam ti mette alla prova, ma restituisce bellezza in ogni singola tappa.
Il mio consiglio è di viverlo senza fretta, cercando l’incontro con i locali e lasciando spazio agli imprevisti, perché spesso sono quelli che definiscono il ricordo più autentico di un’avventura. In base alla mia esperienza, affidarti a chi conosce bene il territorio è il modo migliore per entrare in contatto con la cultura locale senza filtri.
Se già dal mio primo viaggio avevo capito che la differenza la fanno le persone, l’esperienza con Travel Sense Asia mi ha confermato quanto un supporto solido possa fare la differenza, permettendo di trasformare anche un infortunio in parte del racconto senza rovinare la magia del percorso. Se hai già visitato il Vietnam o stai pensando di farlo, condividi nei commenti cosa pensi di questo itinerario.
