Home DestinazioniEuropaGeorgiaMuseo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia a Tbilisi: il villaggio georgiano che racconta secoli di storia

Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia a Tbilisi: il villaggio georgiano che racconta secoli di storia

di Paola Bertoni
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Il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi ti permette di conoscere la Georgia rurale senza attraversare tutto il Paese, grazie a una collezione di abitazioni tradizionali provenienti da quasi tutte le regioni georgiane. Ogni edificio racconta la storia di una famiglia e del territorio da cui proviene, attraverso arredi originali e le spiegazioni delle guide. Raggiungerlo non è semplicissimo, ma la visita ripaga con una splendida vista sulla capitale georgiana.

Chi era Giorgi Chitaia e perché il museo porta il suo nome

Il Museo Etnografico all’aperto di Tbilisi prende il nome da Giorgi Chitaia, uno dei più importanti etnografi georgiani e fondatore dell’etnografia moderna in Georgia. Per oltre sessant’anni percorse villaggi, montagne e campagne del Paese, documentando abitazioni tradizionali, tecniche costruttive, utensili, costumi e modi di vita delle diverse comunità locali.

Convinto che molte di queste testimonianze fossero destinate a scomparire con la modernizzazione della Georgia, ideò un museo all’aperto che conservasse non soltanto i singoli edifici, ma l’intero paesaggio culturale georgiano. Il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia fu fondato a Tbilisi nel 1966 e inaugurato nel 1976 seguendo proprio la visione di creare una Georgia in miniatura, dove le architetture tradizionali fossero inserite in un ambiente naturale il più possibile simile a quello d’origine.

Il risultato è un museo simile allo Skanzen di Szentendre in Ungheria e all’Ulster Folk Museum in Irlanda del Nord, per citare alcuni dei più importanti musei etnografici all’aperto d’Europa. Nel 1987 il Museo Etnografico all’aperto di Tbilisi venne ufficialmente intitolato a Giorgi Chitaia, in riconoscimento del suo fondamentale contributo alla tutela del patrimonio culturale georgiano.

Ancora oggi il museo rappresenta uno dei più importanti centri per la conservazione dell’architettura rurale della Georgia e permette ai visitatori di conoscere tradizioni che, come scriveva lo stesso Chitaia nel 1975, stavano già rapidamente scomparendo dai villaggi del Paese.

Interno di un'abitazione rurale della Georgia al Museo Etnografico all'aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi
Interno di un’abitazione rurale della Georgia al Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Cosa vedere al Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia è organizzato come un villaggio e raccoglie abitazioni provenienti da diverse regioni della Georgia. Le case sono state ricostruite all’aperto, in cima a una collina appena fuori Tbilisi, all’interno di un’area molto ampia circondata da alberi da frutto. Passeggiando tra i sentieri, puoi visitare edifici appartenenti a epoche molto diverse, dal periodo zarista fino al Novecento inoltrato.

Le abitazioni raccontano modi di vivere molto diversi tra loro e mostrano come il clima e il territorio abbiano influenzato l’architettura domestica georgiana. La casa della regione di Samegrelo, nell’ovest della Georgia, per esempio ha un grande camino centrale con le camere da letto disposte tutt’intorno, con cucina esterna.

Nella casa proveniente dall’Imereti, invece, la cucina si trova nello stesso ambiente utilizzato da tutta la famiglia per dormire. Uomini e donne occupavano lati diversi della stanza, mentre gli sposi novelli disponevano di un letto nascosto da una tenda. Una disposizione che mi ha ricordato le case rurali delle montagne di Ha Giang, in Vietnam.

Le storie dei proprietari raccontate all’interno delle case rendono la visita ancora più interessante. Un ex ufficiale della prima guerra mondiale diventò fotografo, mentre un altro emigrò negli Stati Uniti lavorando come cavaliere nello spettacolo itinerante di Buffalo Bill. Purtroppo alcune abitazioni sono in restauro o chiuse ai visitatori e i pannelli informativi sono pochi, per cui molte informazioni si scoprono soltanto parlando con il personale presente all’interno delle case.

Paola Bertoni al Museo Etnografico all'aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi
Selfie su una strada tra una casa e l’altra al Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Cos’è il darbazi: la tradizionale casa della Georgia orientale

Il darbazi è uno dei tipi di abitazione più antichi della Georgia orientale, diffuso soprattutto nelle regioni di Kartli e Kakheti. Tutta la casa ruota attorno a un grande ambiente centrale, coperto da un soffitto piramidale in legno formato da travi sovrapposte. Qui si trovava il focolare domestico, mentre un’apertura nel tetto permetteva al fumo di uscire e alla luce naturale di illuminare gli interni.

Cos’è l’oda house: la tipica casa in legno della Georgia occidentale

L’oda house, diffusa soprattutto nelle regioni del Samegrelo e della Guria, è una delle abitazioni più caratteristiche della Georgia occidentale. Costruita interamente in legno e rialzata dal terreno su pilastri in pietra o mattoni, proteggeva la casa dall’umidità e favoriva una migliore ventilazione. Le ampie verande e gli spazi aperti hanno un aspetto totalmente diverso dalle altre case e raccontano un modo di abitare adattato al clima caldo e umido della costa del Mar Nero, molto diverso da quello della Georgia orientale.

Cos’è il samzadi: la cucina esterna delle case georgiane

Il samzadi è la tradizionale cucina esterna delle abitazioni georgiane. In molte regioni veniva costruita separatamente dalla casa principale per evitare che il fumo e gli odori dei cibi invadessero gli ambienti destinati al riposo. Quando l’ho vista ho pensato subito alle donne della famiglia che dovevano fare avanti e indietro dalla casa nei freddi inverni georgiani solo per preparare il cibo.

Cos’è il marani: la cantina georgiana con i qvevri per il vino

Vicino a molte case del Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia puoi vedere una piccola costruzione circondata da grandi giare in terracotta. Questo edificio è chiamato marani e serviva alla produzione e alla conservazione del vino. Le grandi anfore di terracotta invece si chiamano qvevri e vengono ancora oggi utilizzate per far fermentare e maturare il vino secondo un metodo riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Un marani con i qvevri al Museo Etnografico all'aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi
Un marani con i qvevri al Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Museo Etnografico Giorgi Chitaia: quando sono le persone a raccontare la storia della Georgia

Il Museo Etnografico Open Air Giorgi Chitaia offre pochissime informazioni turistiche, a parte i pannelli all’ingresso delle abitazioni che ne indicano la provenienza. Durante la mia visita, in biglietteria non c’era nessuno che parlasse inglese e non erano disponibili né volantini né le audioguide pubblicizzate all’ingresso. Inoltre, non era chiaro se e quando fossero organizzate visite guidate.

La situazione cambia però entrando nelle case. In alcune abitazioni è presente personale del museo che parla inglese e russo e racconta con passione la storia degli edifici, delle famiglie che vi abitavano e delle tradizioni della Georgia rurale. Poter parlare direttamente con loro e fare domande è uno degli aspetti più belli della visita, perché permette di comprendere il significato di molti oggetti esposti e di scoprire curiosità che difficilmente troveresti su un pannello informativo.

Come organizzare la visita al Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Anche se le case non sono molto numerose, il Museo Etnografico Open Air Giorgi Chitaia di Tbilisi è molto vasto e le case abbastanza distanti una dall’altra. Ti consiglio quindi di dedicare almeno due o tre ore alla visita. L’area è organizzata come un piccolo villaggio, con abitazioni immerse nel verde collegate da sentieri sterrati. Per visitare tutta l’area dovrai camminare parecchio, quindi ti conviene indossare scarpe comode. In compenso la salita sulla cima della collina ti ripaga con una splendida vista su Tbilisi.

Porta con te una bottiglia d’acqua, perché nelle giornate più calde il sole può essere intenso e all’interno del museo non troverai fontanelle né bar aperti. All’interno del museo dovrebbe esserci anche un wine bar, ma durante la mia visita era chiuso e non ho capito se riaprirà o è una chiusura permanente. Puoi comunque riempire la tua borraccia nei lavandini dei bagni perché l’acqua del rubinetto è potabile ovunque in Georgia.

L'ingresso dall'aspetto abbandonato del Museo Etnografico all'aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi
L’ingresso dall’aspetto abbandonato del Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Biglietti e orari di apertura del Museo Etnografico Giorgi Chitaia di Tbilisi

Come ho scoperto durante il mio viaggio on the road in Georgia, organizzare una visita turistica in anticipo in qualsiasi destinazione del Paese non è sempre semplice. Reperire informazioni aggiornate sul Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi è praticamente impossibile perché il museo non ha un proprio sito web. Esiste solo una pagina, peraltro in georgiano, all’interno del portale che raccoglie i musei di Tbilisi, un sito datato e per nulla intuitivo.

Durante la mia visita il biglietto d’ingresso costava 5 GEL (Lari georgiani) per gli adulti, ovvero circa € 1,60, e il museo era aperto tutti i giorni. Poiché il museo si trova fuori dal centro e devi raggiungerlo appositamente, per evitare un giro a vuoto ti consiglio di chiedere alla reception del tuo hotel di telefonare il giorno prima per assicurarti che non sia chiuso. In questo modo puoi verificare gli orari di apertura e ottenere informazioni direttamente dal personale del museo in georgiano.

Dove si trova il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi e come arrivarci

Il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia si trova in un’area collinare appena fuori Tbilisi ed è immerso nel verde, con una splendida vista sulla città. Raggiungerlo, tuttavia, non è stato semplicissimo perché durante la nostra visita c’erano parecchi lavori in corso lungo la strada in uscita da Tbilisi. Google Maps non riusciva a trovare il percorso corretto a causa dei cantieri e la segnaletica era praticamente inesistente.

Volendo puoi arrivarci anche in autobus, ma il tragitto richiede oltre un’ora e dal centro di Tbilisi dovrai cambiare mezzo, sempre che Google Maps si dimostri più affidabile con i trasporti pubblici.

Museo Etnografico all’aperto di Tbilisi (link Google Maps)
თბილისის ეთნოგრაფიული მუზეუმი
კუს ტბის ქუჩა, Tbilisi, Georgia

Perché visitare il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi

Il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia di Tbilisi offre uno sguardo autentico sulla vita rurale georgiana. Anche se è scomodo arrivarci e organizzare una visita lascia molto margine all’imprevisto, vale assolutamente la pena visitarlo. Ogni casa custodisce oggetti, storie e dettagli che i libri e le guide di viaggio raramente raccontano.

Personalmente mi è piaciuto molto scoprire come veniva prodotto e conservato il vino, ma anche le storie personali dei proprietari, come quella del soldato diventato fotografo e quella dell’emigrato in America diventato una star dello spettacolo di Buffalo Bill.

Al Museo Etnografico Giorgi Chitaia puoi scoprire anche le differenze di abitudini e architettura delle regioni georgiane, dal Samegrelo all’Imereti, per conoscere il Paese fuori dalle destinazioni più turistiche. Oltre alle abitazioni, puoi vedere anche gli antichi cippi utilizzati per delimitare i confini delle proprietà o dei territori, dettagli che facevano parte della vita rurale georgiana.

Se ti interessano la storia, l’architettura tradizionale e la cultura della Georgia, il Museo Etnografico all’aperto Giorgi Chitaia è una tappa che ti consiglio senza esitazioni. A rendere speciale la visita non sono solo le case, ma anche le storie raccontate dal personale del museo, che ti aiutano a immaginare come vivevano le famiglie georgiane fino a pochi decenni fa.

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